Con il francobollo dell’amore addio disfunzione erettile

Niente più brutte figure sotto le lenzuola. Un cerottino che si scioglie in bocca e fa effetto dopo circa mezz’ora promette di correre in soccorso di tutti gli uomini che soffrono di disfunzione erettile. Si può parlare di una vera e propria rivoluzione per il trattamento delle disfunzioni dell’erezione, grazie anche ai diversi dosaggi disponibili che permettono di personalizzare la terapia (25, 50, 75 e 100 mg, in confezioni da 2 a 8 “francobolli”) e l’effetto è assicurato dopo appena 30 minuti dallo scioglimento sulla lingua. Gli effetti durano oltre un’ora. Non sarà dunque necessario pianificare il rapporto: le compresse altresì, richiedono in media tre ore per fare effetto.

In molti scelgono il Viagra e compagni. Le pastiglie dell’amore – Viagra, Sildenafil, Levitra, Cialis e Spedra – non a caso nell’ultimo anno hanno visto una crescita di consumi del 4 per cento. Ma poiché il Viagra è ormai fuori brevetto, la formulazione generica, il sildenafil, ha visto una crescita addirittura del 13,4 per cento. In particolare, nell’ultimo anno sono stati venduti oltre cinque milioni  (5.671.000) di confezioni di pastiglie dell’amore.

Secondo gli ultimi dati della Società italiana di urologia (Siu), il 30% dei maschi italiani è affetto da disturbi sessuali (il 15,5% disfunzione erettile, il 7,5% eiaculazione precoce, il 7,6% calo della libido) e patologie testicolari. Secondo Paolo Mariano Pagano, farmacia Colle Oppio di Roma, l’atteggiamento degli uomini nei confronti di questi farmaci “è cambiato – osserva – forse qualche anno fa era più timidi nel richiederli. Oggi per molti non dico che è come chiedere una aspirina ma siamo lì”.

Il cerotto potrebbe dunque riscuotere grande successo, anche perché, evidenziano alcuni addetti ai lavori, l’atteggiamento degli uomini nei confronti di questi farmaci è decisamente cambiato. “Qualche anno fa – spiega Paolo Mariano Pagano, un farmacista della Capitale – gli uomini erano più timidi nel richiederli. Oggi per molti non dico che è come chiedere una aspirina, ma siamo lì”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie