EasyJoint, ecco la Marijuana light in vendita anche in Italia

Fumare la  “marijuana light” da oggi si può anche in Italia, la cannabis con contenuti di Thc sotto il limite di legge, non in vendita ai minori. Niente di illegale: si tratta di cannabis senza effetti psicoattivi (il Thc contenuto è inferiore allo 0,04%). Sitratta della  Indica Sativa Trade, ed è una varietà di cannabis (Eletta Campana). Eletta Campana ha un contenuto di THC inferiore ai limiti di legge e un alto valore (fino al 4%) di cannabidiolo (CBD), principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma sedativi.

La società bolognese,  ieri ha sospeso di nuovo le consegne per non meglio precisate “questioni burocratiche”, un merito indiscusso però ce l’ha: parlare di principio attivo al di sotto dei limiti di legge si è rivelata un’ottima strategia di marketing. I tanti che si sono precipitati nei negozi specializzati a caccia della «nuova erba legale» si sono sentiti rispondere che sì, arriveranno rifornimenti dalla EasyJoint, ma che la società bolognese non ha inventato niente di nuovo, anzi. Se di erba “legale” vogliamo parlare, allora bisogna rivolgersi alle oltre 400 aziende italiane di canapa industriale. Con due vantaggi: costa molto meno della metà ed è di ottima qualità. Anche se come da etichetta non ha effetto psicotropo – cioè «non sballa» – è infatti ricca di cannabinoidi, sostanze psicoattive sempre più usate per le loro qualità terapeutiche.

“È la prima marijuana commerciabile”,  spiega Andrea, collaboratore commerciale di Easyjoint. “In autunno, tempo del raccolto, lanceremo altre varietà che andranno ad allargare la gamma del prodotto. Nei tre giorni di Indica Sativa Trade lo scorso fine settimana la vendita è stata positiva per l’effetto novità e per aver recuperato una qualità di canapa esistenteseguendo la tendenza della vicina Svizzera”, conclude Andrea. Per il contenuto di THC inferiore ai limiti di legge, la canapa di Easyjoint – già trovabile ad esempio da Qui canapa a Bologna e in altri negozi di prodotti per la coltivazione della cannabis – non ha problemi con la legge italiana, ma «è importante tenerla sempre nella sua confezione originale. Invitiamo i consumatori a usarla in modo responsabile “, precisa l’azienda.

In Svizzera la moda di fumarla sta facendo impazzire i poliziotti, che non sanno più come comportarsi. L’odore emesso da una sigaretta di  è pressapoco lo stesso di quello di una canna illegale, ed anche alla vista le due erbe sono confondibili. Quando la Marjuna d’Oltralpe ha iniziato a diffondersi i poliziotti hanno iniziato a sequestrarla per spedirla al laboratorio di analisi:  se si rivela cannabis illegale il possessore viene sanzionato, mentre nel caso si confermi canapone tutto a posto, e il possessore può riaverla indietro.

Ma le analisi portano via tempo, e soprattutto costano: 500 franchi ognuna (460 euro circa). E le persone che fumano la canapa sono sempre di più. E la polizia elvetica cerca soluzioni. Per ora si è stabilito che se l’erba analizzata si rivela cannabis illegale al possessore vengano addebitate anche le spese per le analisi.

In Italia è possibile coltivare Canapa utilizzando semi che siano registrati nell’Unione Europea, che abbiano un contenuto massimo di THC certificato dello 0.2% tuttavia con la nuova legge il livello di tolleranza al THC è stato alzato fino allo 0.6%. Prima dell’introduzione del nuovo Disegno di Legge era necessario comunicare alla stazione più vicina delle Forze dell’Ordine l’intenzione di coltivare Canapa, obbligo ora depennato, tuttavia la piantagione può essere oggetto ovviamente di tutti i controlli del caso.

Una regolamentazione sui prodotti da fumo ancora non c’è: la competenza sta tra ministero della Salute, dell’Agricoltura e degli Interni. “Non solo va normata la produzione, ma anche il commercio: bisogna conciliare le esigenze di chi coltiva con quelle di chi deve garantire i controlli sanitari e fiscali – conclude Baravalle. Se per esempio nel trattamento o nella coltivazione delle infiorescenze vengono usati dei metalli pesanti, ci possono essere dei rischi per la salute. La soluzione? Sedersi a un tavolo con tutti gli interlocutori. Avrò fumato tre sigarette in tutta la vita, ma coltiviamo canapa da più di vent’anni: siamo a disposizione di chiunque vorrà ascoltarci”.

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