Giovani maschi italiani sempre più soli, tra sesso web e fragilità

I ragazzi italiani sono sempre più soli, internet come “maestro padre” anche nella sfera sessuale, sempre più solo e meno preparato ad affrontare con serenità la propria crescita. E’ la fotografia del “giovane maschio italiano” presentata oggi dal prof. Carlo Foresta come risultato di oltre dieci anni di lavoro del Progetto Andrologico Permanente, sviluppato dalla Fondazione Foresta Onlus.

Confrontando i dati del periodo 2005-2017 si evidenzia che i giovani maschi italiani sono divenuti sensibilmente più alti (da 1,76 cm a 1,78 cm), un poco più grassi (da 69 kg a 71 kg), sempre più interessati all’attività sportiva, e fanno un uso sempre maggiore di integratori, anche ordinati sul web. Emerge poi che internet è la fonte primaria di informazione sulle tematiche sessuali (80,1%; nel 2005, era il 50,1%), e che i giovani che si connettono a siti pornografici sono saliti dal 47% del 2005 all’attuale 87%.

Inoltre, si è abbassata l’età della prima sigaretta (da 15,7 anni a 13,2 anni) ed è sempre più diffuso l’uso, non importa se abituale, della marjiuana (chi l’aveva provata era il 49,5% della popolazione giovane nel 2005 mentre oggi è il 76%); si è anche abbassata la percentuale giovanile che dichiara di fare uso di ecstasy, eroina e cocaina.

Il 54% dei giovani in età di diploma superiore ha ormai abituali rapporti sessuali completi (solo per il 63% protetti), mentre aumenta l’orientamento omosessuale (dal 4% al 6%). Ma se il web fa da ‘padre’ anche nel sesso, c’è anche un effetto negativo legato all’aspetto patologico. Nel 2005 solo l’8,8% dei soggetti intervistati dichiarava di registrare disturbi della funzione sessuale (mancanza di desiderio, eiaculazione precoce o ritardata, disfunzione erettile); oggi invece – sostiene la ricerca di Foresta – i soggetti con disturbi sono il 26%, con una forte incidenza di problematiche legate alla riduzione del desiderio (10,4%). Sintomo che anche psicologicamente, secondo i curatori della ricerca, può essere messo in relazione allo squilibrio tra messaggi digitali e contatto con la realtà vissuta delle relazioni e dei rapporti con l’altro.

“Lo scenario dei comportamenti giovanili è in chiaro e veloce mutamento. Questo avviene non per loro intenzionalità, bensì per una modifica dell’ambiente – ha osservato Foresta – Famiglie sempre più spesso disgregate, genitori sempre più anziani, solitudine pur nella iperconnettività dei rapporti digitali, uso compulsivo di pc, smartphone e tablet. Tutto questo porta il giovane maschio diciottenne a non ritrovare più un proprio posto chiaro nel mondo. E una mancanza di posizionamento si riflette anche su problematiche relazionali, affettive, di autocoscienza corporea e sessuale”.

“I maschi – ha aggiunto Foresta – contrariamente alle femmine che hanno un’abitudine consolidata al rapporto con le problematiche corporee, anche attraverso un dialogo con il ginecologo che viene tradizionalmente tramandato dalle madri, soffrono invece l’assoluta assenza di rapporto con un medico, anche perché sovrastati dall’immagine virile del maschio alfa, sempre prestante e dotato di performance da pornostar. Gli anni di ricerca ci confermano nella necessità di una campagna costante di sensibilizzazione e di creazione di fiducia nel rapporto tra il giovane maschio e il mondo medico, che può e deve essere un essenziale supporto ad una maturazione equilibrata e consapevole”.

“I ‘giovani maschi – ha concluso lo specialista – non devono aver paura di rapportarsi con un medico, meglio se con un andrologo, perché questo rapporto può essere base di un equilibrio psicologico e di una corretta vita sessuale. Chi vive serenamente i propri 18 anni molto probabilmente vivrà con equilibrio e serenità per il resto dei suoi giorni”.

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