Incendio rifiuti a Pomezia, Lorenzin: nessuna presenza di amianto nell’aria

Incendio rifiuti a Pomezia, Lorenzin: “Non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria”. L’Asl Roma 6, ha spiegato il ministro, “ha comunicato che già nella giornata del 7, non appena è stato possibile accedere in sicurezza all’interno dell’impianto, sono stati effettuati campionamenti delle lastre di copertura dei capannoni dello stabilimento, che hanno evidenziato la presenza di fibre di amianto”.

A questo proposito, ha annunciato, “sono pervenuti oggi i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa Lazio in merito alla presenza di fibre di amianto nell’aria. Fortunatamente – ha detto Lorenzin – non è stata rilevata presenza di fibre di amianto nell’aria”. Questo, ha sottolineato il ministro, “è un dato estremamente positivo per la cittadinanza. Ci preoccuperemo ora, invece, della rimozione dei rifiuti e che gli operatori preposti alla gestione dei rifiuti siano messi in sicurezza per non avere contaminazioni”.

In merito alla eventuale presenza di diossina, “l’Arpa ha riferito che i dati saranno disponibili da domani, in quanto richiedono tempi di analisi maggiori”. L’arpa, ha spiegato il ministro, “ha evidenziato che sono ad oggi disponibili solo i valori delle polveri sottili pm10 relativi al giorno dell’incendio e quello successivo, cioè il 5 e 6 maggio: i valori sono risultati superiori ai limiti previsti dalla legge ma limitatamente alle immediate vicinanze dello stabilimento e non nei centri abitati adiacenti”. L”agenzia “ha in ogni caso precisato che gli stessi risultano analoghi ai valori registrati nel centro di Roma nei periodi invernali di particolare criticità di inquinamento”. Rispetto alla presenza di idrocarburi policiclioci naromatici, “l’Istituto zooprofilattico ha comunicato che i risultati delle prime rilevazioni su 9 campioni di vegetali raccolti nelle vicinanze del sito dell’incendio hanno dato esito negativo”.

La Cia-Agricoltori Italiani ribadisce la propria preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare in parte dell’Agro Pontino a seguito della nube tossica di Pomezia. Al momento, in attesa di completare la ricognizione sulle proprie aziende presenti nel territorio laziale colpito, la Confederazione annuncia che si costituirà parte civile al fine di tutelare le imprese agricole che si vedranno danneggiate nel raccolto per un tempo ancora non definito, ma anche nell’immagine.

L’ordinanza dei comuni di Ardea e Pomezia, infatti, parla di una sospensione dei raccolti nel raggio di 5 chilometri -prosegue la Cia- senza definire le tempistiche della sospensione. Così si sta generando un notevole danno e si sta verificando il tutto in un clima di incertezza. I produttori segnalano all’organizzazione problemi sul foraggio e negli allevamenti, anche perché questo è proprio il momento del taglio delle piante. Preoccupazione anche per l’effetto che la nube potrebbe comportare sull’uva.

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