Intossicazione da istamina nel tonno: 40 casi in Spagna, lotti venduti anche in Italia

Scatta l’allarme sul tonno.“Un lotto di tonno fresco della società Garciden è stato considerato contaminato a causa di alti livelli di avvelenamento da istamina. Le autorità sanitarie spagnole hanno deciso il ritiro dal commercio del tonno prodotto dalla società andalusa Garciden che secondo l’agenzia di stampa Efe ha indicato di avere inviato lotti anche in Italia, Germania e Portogallo dopo che negli ultimi giorni sono stati registrati 40 casi di intossicazione. La notizia è stata confermata da ElMundo. I lotti sono stati venduti anche in Germania, Italia e Portogallo.

Il tonno venduto nel periodo su cui si stanno concentrando le ricerche, spiega l’Autorità della sicurezza alimentare spagnola (Aecosan), non deve essere assolutamente utilizzato. Potrebbe infatti essere pericoloso cucinarlo: nonostante le alte temperature, infatti, il pesce risulterebbe comunque inquinato, visto che la istamina “resiste a tutti i processi termici”. In caso di intossicazione, comunque, non bisogna preoccuparsi: si potrebbero verificare irritazione alla gola e alla pelle, sudore, nausea, vomito o cefalee.

Tutte e 40 le persone che hanno mangiato il tonno della società andalusa non hanno avuto bisogno di essere ricoverate. Ma il ministero della Salute ha preferito comunque avvertire i consumatori per evitare ulteriori problemi e di provocare un caso di intossicazioni internazionali, con consumatori che potrebbero essere coinvolti in quattro paesi dell’Unione Europea.

L’intossicazione da istamina, nota come la “sindrome sgombroidea”, è negli USA una delle più comuni intossicazioni da ingestione di pesce In Europa e in Italia, invece, i casi riportati sono pochi e scarsamente documentati. L’istamina si sviluppa in minima parte da fenomeni autolitici di origine tessutale e, per la maggior parte, dall’azione di enzimi elaborati da microrganismi durante i primi processi degradativi. L’attività di tali enzimi dipende dal contenuto di istidina libera nella sostanza alimentare e dalla temperatura.

Le quote più elevate di istidina sono state riscontrate nel tessuto muscolare di tonni, sgombri, sardine e aringhe. Temperature tra i 6°C e 20°C favoriscono la formazione di amina, mentre le basse temperature sono in grado di ritardare la sua sintesi batterica. Le elevate temperature di sterilizzazione dei processi di inscatolamento non sono in grado di inattivare quella già formata.

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