L’antidepressivo per bambini paroxetina è pericoloso, lo ha ufficializzato l’Aifa

L’antidepressivo a base di paroxetina può essere pericoloso per i bambini e per i ragazzi. Lo ha ufficializzato l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, in una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale. L’importante risultato è stato raggiunto dopo una serie di iniziative portate avanti dall’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini, dall’associazione medica “Giù le mani dai bambini” e da numerosi genitori.

Pedicini, che è un fisico medico, si è occupato della questione nell’ambito delle sue attività nella commissione sanità del Parlamento europeo. Inoltre, ha seguito la vicenda inviando tre lettere di sollecitazioni al ministro della Sanità Lorenzin e intervenendo con varie denunce su riviste mediche e organi di stampa.

Nella nota ufficiale pubblicata dall’Aifa, viene messo in evidenza che nel corso della revisione periodica della sicurezza dei medicinali, condotta a livello europeo nel marzo 2014, è stato determinato che “la paroxetina è inefficace e può stimolare idee suicidarie tra i minori. Pertanto, si raccomandano i medici ad attenersi scrupolosamente a quanto riportato nel foglio illustrativo e nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei medicinali contenenti paroxetina, così come ribadito dal Tavolo tecnico sugli antidepressivi nei bambini e negli adolescenti istituito dal ministro della Salute Lorenzin nel novembre 2015”.

In sostanza, l’Aifa ha invitato tutti i medici italiani a non prescrivere paroxetina sui minori e in generale a prestare la massima attenzione a tutti gli antidepressivi di nuova generazione in quanto avrebbero un profilo di rischio molto superiore tra i minori rispetto agli adulti e sarebbero quindi potenzialmente pericolosi.

Pedicini, nelle lettere inviate alla ministra Lorenzin, aveva proprio segnalato la pericolosità della somministrazione degli psicofarmaci a base di paroxetina nei minori, in quanto vari e autorevoli studi internazionali avevano denunciato un aumento clinico delle problematiche comportamentali di bambini e ragazzi. In particolare, l’eurodeputato aveva citato uno studio pubblicato sul British Medical Journal e una ricerca scientifica prodotta dal Nordic Cochrane Centre di Copenaghen.

Pedicini aveva chiesto alla ministra di far sapere quali erano stati i risultati e le conclusioni raggiunte dal Tavolo tecnico di monitoraggio sull’uso degli psicofarmaci contenenti paroxetina, attivato presso il Ministero e aveva proposto che il Ministero si attivasse su tre specifici aspetti: 1) La predisposizione di controlli sui titolari delle autorizzazioni per la commercializzazione di farmaci a base di paroxetina; 2) La comunicazione di tutti i dati relativi alla spesa sanitaria sostenuta dallo Stato italiano negli ultimi cinque anni per il rimborso di farmaci a base di paroxetina; 3) La presa in carico di questo delicato problema, da parte dell’Agenzia italiana del farmaco, volta a informare i medici italiani circa l’inopportunità di prescrivere il farmaco suddetto. Infine, aveva evidenziato che se l’Aifa non fosse intervenuta, la commercializzazione di tale prodotto sarebbe stata giustificata solo da inaccettabili logiche di mercato.

Con la nota pubblicata dall’agenzia del farmaco, che è la massima autorità di controllo sanitario in Italia, si è finalmente fatto un’importante passo avanti per fare chiarezza su una problematica che, se non fosse stata affrontata, rischiava di continuare a provocare seri danni alla salute di bambini e adolescenti sottoposti a cure antidepressive.

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