L’omeopatia non fa miracoli, 5 milioni di italiani ricorrono ai metodi naturali

In Italia si stima che circa 5 milioni di persone abbiano fatto ricorso almeno una volta a rimedi omeopatici. Il giro d’affari è valutato intorno ai 300mln di euro l’anno. La legge che regola il commercio degli omeopatici stabilisce che sul bugiardino deve “essere stampigliata in modo visibile” che non vi è “evidenza scientificamente provata dell’efficacia del medicinale omeopatico”. Inoltre possono essere venduti solo in farmacia su prescrizione medica o su indicazione del farmacista, ed è permessa la deducibilità fiscale del loro costo ma non il rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale. L’impressione è che sia una norma piena di contraddizioni che non contribuisce a chiarire il punto chiave della (presunta) efficacia degli omeopatici.

C’è chi giura sugli effetti curativi del farmaco omeopatico ma il consumatore non dovrebbe essere bombardato da pubblicità ingannevole. Di recente la rivista Nature ha inserito l’omeopatia in una speciale classifica dei nove falsi miti “medici” duri a morire, contribuendo ad alimentare una polemica anche essa dura a morire che non coinvolge solo la comunità scientifica internazionale.

“In farmacia ci sono tantissimi prodotti e sostanze che in realtà non hanno alcuna funzione terapeutica che vengono presentati come se fossero miracolosi”, spiega Salvo di Grazia, medico chirurgo, autore del libro “Salute e bugie”. “Mi riferisco per esempio agli integratori. Per la dieta, per la calvizie e così via. Tutto ha un integratore adatto all’occasione. Anche l’omeopatico viene venduto sotto forma di medicinale ma in realtà non lo è. E la questione rientra nel dibattito medico perché l’omeopatia nelle mani del farmacista assume una certa dignità. Tuttavia penso che forse le contraddizioni vadano risolte più dalpunto di vista commerciale che scientifico. In alcuni Stati Ue la vendita degli omeopatici è regolamentata, in altri è libera. Da noi si sta discutendo se autorizzarla anche nelle para farmacie. Sul fatto che sia una fonte di reddito per i farmacisti c’è invece poco da discutere”.

L’omeopatia viene usata soprattutto per curare riniti, raffreddori, influenze (63,6%), dolori articolari o muscolari (30,4%), allergie e problemi all’apparato respiratorio (21,8%). Si tratta di una pratica nata agli inizi dell’Ottocento, secondo cui se una sostanza è alla base dei sintomi di una persona malata, una dose estremamente piccola di quella stessa sostanza può essere usata come cura. I medicinali omeopatici sono riconoscibili perché riportano sulla confezione esterna la definizione: “medicinale omeopatico” seguita dalla frase “senza indicazioni terapeutiche approvate”, se il prodotto è ad alta diluizione, che indica che nessuna valutazione dell’efficacia è stata effettuata dall’autorità competente, come spiega anche il ministero della Salute.

Prescrivere una terapia anche se non è efficace, anche se è priva di principio attivo, come nel caso dell’omeopatia, è dire una bugia al paziente, Il discorso sarebbe diverso e accettabile se l’omeopata informasse il paziente di quel che sa. E cioè che il prodotto omeopatico è zucchero e privo di principio attivo. Non ci sarebbe nulla da eccepire dal punto di vista etico. Ma è chiaro che non può farlo perché in questo modo l’omeopatia perderebbe tutto il suo effetto magico.

In Canada parte la class action contro Boiron

Partirà nei prossimi mesi in Quebec, Canada, la class action contro la Boiron, l’azienda leader nei farmaci omeopatici, che produce anche il famoso Oscillococcinum, il rimedio contro i sintomi influenzali. La Corte d’Appello e la Corte Suprema canadese ha autorizzato l’azione giudiziaria collettiva a seguito di un esposto di una donna che lamentava un danno economico dopo l’acquisto del prodotto omeopatico: “È inefficace contro lo stato influenzale”. La Boiron invece ha preferito non commentare la decisione della Corte: “Non possiamo commentare perché la materia è dinanzi ai giudici.”

La vicenda canadese riapre il dibattito sull’efficacia medicale dei rimedi omeopatici. Una review della Cochrane, istituto indipendente di ricerca farmacologica, del 2006 aveva concluso che l’Oscillococcicum contribuiva ad accorciare la malattia di alcune ore se viene assunta da settembre a marzo una fialetta a settimana. Nel 2013 invece negli Stati Uniti era partita una analoga class action contro i rimedi omeopatici.

Una review di Cochrane nel 2006 ha concluso che accorcia la malattia di alcune ore. Si assume da settembre a marzo, una fialetta a settimana. Negli Stati Uniti è in corso una class action per pubblicità ingannevole.

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