Obbligo vaccini a scuola, pronto il decreto ma è scontro nel governo

Giallo sui tempi del provvedimento sull’obbligo delle vaccinazioni che, alla fine, agita la maggioranza e innervosisce non poco il Pd di Matteo Renzi. A metà giornata, Beatrice Lorenzin annuncia: “Ho mandato oggi al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni il testo di legge e lo porterò domani in Consiglio dei ministri”. A stretto giro, però, palazzo Chigi fa sapere: “A proposito di presunte polemiche, fonti di Palazzo Chigi precisano che domani all’esame del Consiglio dei ministri non è previsto alcun testo di legge relativo ai vaccini”.

Questo perché intanto il ministero dell’Istruzione, guidato dalla ministra (Pd) Valeria Fedeli, aveva fatto sapere: “Non era previsto nessun provvedimento domani in Cdm”. A poco vale il chiarimento della Lorenzin, che arriva in serata: “Mai detto che domani l’avrei portato in Cdm”. Ormai, la frittata è fatta. “Il Pd sui vaccini è confuso”, attacca il M5s.

Quello sull’obbligo vaccinale “è un caso che non c’è”: afferma il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. “Lavoreremo per risolvere”, ha tuttavia aggiunto il ministro. “Sono per l’obbligo dei vaccini, anche se sono stupita del modo con cui ha proceduto il ministro Lorenzin, e per costruire concretamente l’obbligo dei vaccini senza ledere il diritto alla scuola”. “Servono – ha spiegato il ministro dell’Istruzione – norme attuative concrete se davvero si vuole l’obbligo vaccinale”. Fedeli ha ricordato che “i vaccini vanno fatti nel primo periodo della vita, e quindi va costruito quel tipo di obbligo con le Regioni: serve una grande campagna con le Regioni per cui quando arrivi all’età dell’obbligo scolastico hai già affrontato una serie di temi” tra i quali anche l’inserimento di ragazzi durante l’anno scolastico. “Dobbiamo attuare norme che conteplino due diritti costituzionali”, ha detto il ministro, aggiungendo: “Ha ragione Renzi a dire ‘coordiniamoci'”.

Dal ministero di viale Trastevere fanno sapere: “Bisogna tutelare il diritto all’istruzione. Per questo, ci sono dei lavori in corso”. Non che non si voglia favorire le vaccinazioni, ma “bisogna garantire tutti i diritti costituzionali”. Il punto, però, è che i vaccini sono un punto di forza della strategia di Renzi, in contrapposizione con il M5s accusato per le sue posizioni ‘no vax’. Per di più, l’annuncio della Lorenzin è arrivato nel corso della riunione della cabina di regia al Nazareno in cui Renzi si è preoccupato di spiegare: “Evitiamo casini”.

Di fatto, il contrario di quello che è accaduto, proprio su un tema ‘caro’ al Pd. Basti pensare che è intervenuto su Fb anche Roberto Burioni, il medico spesso citato da Renzi per le sue battaglia pro vaccini: “Fa bene il ministro Lorenzin a impegnarsi perché le vaccinazioni siano obbligatorie per iscriversi a scuola”. Per questo, dal Nazareno in serata filtrava un certo nervosismo che arrivava fino al terzo piano (quello adesso occupato da Renzi): “Non è possibile che su un tema come questo, una ministra si alza e decide…”. E non a caso Matteo Richetti ha subito chiarito: “Il Pd è pronto a sostenere il provvedimento del ministro sull’obbligo dei vaccini. Noi siamo a favore”. Come dire, su questo il Pd è e resta in prima fila

La norma attuale prevede che se il certificato di vaccinazione non viene presentato, i bambini sono comunque ammessi alla scuola dell’obbligo e agli esami. Le regole che permettono di essere ammessi a scuola senza certificato di vaccinazione entrarono in vigore dopo cinque anni di dibattiti e sanatorie. Modificarono le regole del 1967 che stabilivano l’obbligo di presentare il certificato per essere ammessi a scuola. Il primo passo verso le nuove norme risale al 1994 su iniziativa della Corte Costituzionale. Dello stesso anno è la prima circolare del ministero della Pubblica istruzione, seguita a sentenze della magistratura che reintegravano alla frequenza scolastica alunni non vaccinati. Da allora il ministero ha emanato ogni anno circolari sul comportamento della scuola verso gli alunni non vaccinati. Nel luglio 1997 un parere del Consiglio di Stato ribadiva il divieto di ammettere a scuola gli alunni non vaccinati a tutela del diritto alla salute della collettività. Ma nel maggio ’98, l’ultima sanatoria con la circolare che dava agli alunni senza certificato il diritto di partecipare a scrutini ed esami.

 

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