Traffico di cuccioli: in Italia si registra un traffico di circa 8.000 cuccioli ogni settimana

“A fronte di un commercio regolare di cani e gatti all’interno dell’Unione Europea, che genera un guadagno di 1,3 trilioni di euro all’anno e impiega 300 mila persone, in Italia si registra un traffico di circa 8.000 cuccioli che ogni settimana vengono introdotti illegalmente nel nostro Paese, per un valore commerciale di 5.600.000 euro”.

È quanto denuncia la Lav, Lega Anti Vivisezione in un dossier presentato questa stamattina, presso l’Auditorium Generale Cosimo Piccinno del Ministero della Salute, la seconda edizione del Manuale “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti” realizzato da LAV, Ministero della Salute e FNOVI, al fine di favorire la comprensione del complesso quadro normativo che regola gli scambi commerciali di cani e gatti tra Stati membri dell’Unione Europea e agevolare l’attività di controllo da parte delle Autorità competenti.

Il manuale approfondisce le procedure di controllo, il sistema di identificazione, il Passaporto europeo, il Certificato Sanitario, il Sistema TRACES, gli obblighi durante il trasporto e a destinazione, la segnalazione e la gestione delle irregolarità estere, oltre a illustrare, come nella prima edizione, il reato di traffico illecito di animali da compagnia e gli illeciti amministrativi inerenti la loro movimentazione introdotti dalla Legge 4 novembre 2010, n. 201, ottenuta grazie alla campagna LAV “Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli”.

“Il fenomeno purtroppo è tutt’altro che in declino, ma la sostanziale differenza tra gli animali sequestrati nel biennio 2013/2014 e quelli nel 2015/2016 dimostra chiaramente che le risorse messe in campo per contrastare questi traffici sono troppo limitate”, sostiene Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali familiari. E’ urgente quindi che le Forze di polizia siano messe in condizione di contrastare il fenomeno. Un maggiore impegno di risorse e personale è quindi indispensabile per stroncare un traffico che costa sofferenza ai cuccioli, ma anche alle loro madri, ed è fonte di lauti profitti per chi viola la legge e mette a repentaglio la vita degli animali.

Fondamentale, infine, il contributo dei cittadini: astenersi dall’acquisto di animali e preferire sempre l’adozione da un rifugio. Solo così è possibile non incrementare lo sfruttamento di animali a fini commerciali e dare un contributo concreto alla lotta al randagismo. In Italia ci sono oltre 130.000 cani in attesa di una famiglia e il numero dei gatti è sensibilmente più alto.

“Per il biennio 2015/2016 mancano i dati dell’Arma dei Carabinieri, ma pur ipotizzando un numero di sequestri pari a quello del biennio
precedente (530 cuccioli di cane e 3 cuccioli di gatto), rimane evidente il forte calo complessivo e generale del numero di cuccioli sequestrati.
–prosegue Ilaria Innocenti – Ciò non può essere dovuto a una diminuzione del fenomeno stesso, ma è da imputare a una diminuzione dei controlli. Infatti, in una regione molto strategica nella repressione come il Friuli Venezia Giulia, il Corpo Forestale regionale, che nel 2013/2014 aveva sequestrato 535 cuccioli di cane e 5 di gatto, ci ha informato che nel 2015/2016 non sono stati svolti controlli riguardanti il traffico di cuccioli”.

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