Vermi nel sushi, è allarme: il parassita anisakis si deposita nell’intestino

La moda della cucina Giapponese si è andata sempre più diffondendo anche in Italia. Cucinare Sushi significa inglobare una cultura che racchiude le tradizioni tipiche di una civiltà a noi molto lontana, ma i rischi ci sono. L’allarme dei medici per un caso di infezione di Anisakis in un 32enne portoghese, riporta alla ribalta il tema della qualità del pesce crudo e di come tutelarsi. L’Anisakis è una larva che, spiegano dall’ospedale Humanitas di Rozzano nell’hinterland milanese, depositandosi nell’intestino può provocare, nei casi migliori, reazioni di tipo allergico, ma anche forti dolori simili a quelli della peritonite.

L’odore è importante. La puzza di pesce è un indice negativo che dovrebbe insospettire. Quando si decide di ordinare il pesce crudo, si dovrebbe sempre iniziare dal sashimi, perché di solito non è condito e quindi è più semplice verificare se è fresco. Accertarsi che il pesce sia stato eviscerato e abbia subito un abbattimento a temperature al di sotto dei -20°C per almeno 24 ore. Le larve si dovrebbero vedere a occhio nudo quindi è meglio dare un’occhiata approfondita al piatto. Masticare a lungo per sopprimere le eventuali larve non visibili. Quando si parla di cibo giapponese è buona norma non andare al risparmio, ma cercare la qualità, evitando quei ristoranti cinesi, che si improvvisano sushi-bar. Alcuni locali per riciclare il pesce, vecchio di qualche giorno con un odore poco invitante, lo fanno marinare con salsa di soia. Fate attenzione.

Sintomi. Meglio correre al Pronto Soccorso non appena si avverte il malessere che si dovrebbe manifestare entro due ore dal pasto. Quali sono? Da subito crampi addominali, nausea, vomito, diarrea, rush cutaneo, prurito, ma anche mal di testa, bruciore oculare e difficoltà respiratorie.

Quando si è al ristorante e si vuole consumare pesce crudo o preparato con tecniche che non offrono garanzie sanitarie, ecco dunque i consigli dell’esperto:

1. Accertarsi che il pesce crudo o poco cotto che si vuole ordinare sia stato acquistato già eviscerato e che abbia subito un adeguato trattamento termico come imposto dalla legge;

2. Avere conferma del fatto che il prodotto della pesca che ha subito bonifica preventiva, una volta scongelato non sia statò più̀ sottoposto a congelamento/surgelazione;

3. Abituarsi a eseguire un attento esame ‘ad occhio nudo’ del prodotto ittico che si sta per consumare, in quanto le larve dei parassiti spesso sono riscontrabili attraverso un attento esame visivo.

4. Masticare bene ogni boccone di pesce crudo al fine di avere maggiori possibilità di sopprimere le eventuali larve presenti e non visibili;

5. Evitare il consumo di pesce crudo nei ristoranti ‘mascherati’ da giapponesi, nei quali si denotano specifici particolari di allarme (come la scarsa igiene del personale, locali non adeguatamente puliti, scarsa applicazione delle corrette prassi igieniche, eccetera);

6. Preferibilmente consumare le specie ittiche a basso rischio di zoonosi quindi evitare lo sgombro, le sardine, le alici marinate, il tonno;

7. Ricordare che l’aceto, il succo di limone e altri comuni condimenti non hanno alcun effetto sui parassiti eventualmente presenti.

Sempre più spesso dietro dolori addominali acuti si nascondono proprio zoonosi causate da questi nematodi parassiti. “Se la maggior parte dei casi sono stati descritti in Giappone proprio in virtù delle abitudini alimentari, tuttavia la patologia viene sempre più riconosciuta nei paesi occidentali”, scrivono gli esperti. “I pazienti possono avere sintomi allergici come angioedema, orticaria e anafilassi. I sintomi gastrointestinali includono dolori addominali, nausea e vomito e complicazioni come sanguinamento digestivo, ostruzione intestinale, perforazione e peritonite“. Il rischio è anche quello di finire d’urgenza sotto i ferri del chirurgo. I responsabili di questi sintomi vanno inquadrati tempestivamente. E nella diagnosi, concludono gli specialisti, come nel trattamento della patologia, l’endoscopia svolge un ruolo importante.

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