Allarme morbillo in Brianza, 126 i casi accertati nel 2017

Sono stati 126 i casi di morbillo accertati a partire da gennaio fino a fine aprile, lo rivela Il Giornale di Monza e della Brianza. Un dato in netto aumento rispetto agli anni precedenti e che deve fare riflettere, soprattutto alla luce del fatto che sempre più genitori rifiutano la vaccinazione. A fornire un’accurata analisi e relazione è l’Agenzia di Tutela della Salute della Brianza (Ats) che ha divulgato una fotografia della situazione attuale dei casi e delle segnalazioni di morbillo accertati nel territorio. Una delle vittime di questa epidemia è il bambino malato di leucemia morto il 22 giugno scorso dopo le complicanze dovute al virus.

“L’andamento delle segnalazioni di casi di morbillo a carico di cittadini residenti o domiciliati nel territorio dell’ATS della Brianza – spiega la Dott.ssa Paola De Grada, Medico del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Brianza- è stato, negli anni dal 2000 al 2016, in sostanziale allineamento con i dati regionali. Dal mese di Gennaio 2017 si registra invece, in ATS, un aumento delle segnalazioni di casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2016. Più precisamente, alla data del 26 Aprile sono pervenute n° 126 segnalazioni di malattia accertata”. .mbnews.it

Dati alla mano la malattia  si è manifestata in soggetti di tutte le età, con un range che va dai 9 mesi ai 54 anni. Come atteso, la maggiore concentrazione dei casi si è avuta in bimbi della fascia 0-4 anni e nei giovani adulti della fascia 30-34 anni”. Il decorso della malattia nei 126 pazienti è in linea con il quadro tipico del morbillo: febbre, tosse ed esantema diffuso su tutto il corpo, un quadro di malattia che si risolve in genere in breve tempo, ma che in alcuni casi può sviluppare complicanze anche severe.

Tra i casi di ATS Brianza sono state segnalate complicanze in polmonite (in 4 casi con insufficienza respiratoria), epatite e varie forme minori, come otite, diarrea e stomatite. Fortunatamente, in nessun caso di malattia si è riscontrata encefalite, la più temuta delle forme gravi. In relazione al quadro sintomatologico e alle successive complicanze, per 23 dei pazienti è stato  necessario il ricovero, mentre per altri 13 l’accesso al Pronto Soccorso.

“In conclusione – spiega la Dott.ssa De Grada – i dati rilevati a livello locale confermano la persistenza della circolazione del virus del morbillo, dovuta al mancato raggiungimento della copertura vaccinale di almeno il  95% dei bambini fino a 24 mesi di età, indicata dagli esperti come soglia minima per fermare la circolazione del virus nella popolazione. Sappiamo che questo dato è legato sostanzialmente al crescente numero di genitori che rifiutano la pratica vaccinale, nonostante evidenze scientifiche consolidate sul valore positivo delle vaccinazioni e sulla loro sicurezza. Per rafforzare l’informazione e favorire l’adesione consapevole da parte dei genitori, in collaborazione con i Pediatri di Famiglia, sono in atto a livello regionale azioni di monitoraggio delle coperture e di rafforzamento della proposta di vaccinazioni in età pediatrica”. Adesso restano tanti interrogativi: il piccolo ha contratto la malattia in ospedale? E’ stato fatto tutto il possibile per proteggerlo? Il ministero della Salute per il momento non ha ancora deciso se inviare una task force per un’ispezione nella struttura.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie