Api vespe e calabroni, ecco le 5 cose da sapere in caso di puntura

Ogni anno più di 5 milioni di italiani vengono punti da api, vespe o calabroni. Si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica senza essere a conoscenza delle possibili conseguenze che possono essere anche gravi. Confondere una normale reazione a una puntura di insetto con una reazione allergica è quindi molto frequente, per questo è importante imparare a riconoscere la differenza, grazie al supporto dell’allergologo. Nel caso di una vera reazione allergica, lo specialista valuterà caso per caso la necessità di munire il paziente con il presidio salvavita dell’adrenalina autoiniettabile e di iniziare l’immunoterapia allergene specifica (AIT) in grado di curare questa allergia.

Come individuare gli insetti più pericolosi. Fra gli imenotteri si possono annoverare oltre 100.000 specie di insetti. I più noti e comuni sono le api, le vespe e i calabroni, che rappresentano anche i più pericolosi dal punto di vista allergologico.

L’ape ha di solito il corpo più tozzo: risulta poco evidente la separazione tra torace e addome, nero con strisce giallastre e ricoperto di peluria. Non è aggressiva, a meno che non s’interferisca con i suoi “corridoi di volo” – ossia i tragitti dall’alveare alla fonte di cibo – o non si senta direttamente minacciata. Se punge è destinata a morire, perché l’aculeo rimane infisso nel tessuto colpito.

Le vespe hanno un corpo giallo e nero a strisce e possono pungere più volte di seguito. Se ne distinguono due tipi. La vespa-giallone ha un corpo caratterizzato da un addome che termina verso il torace in modo piuttosto squadrato. Tra gli imenotteri, è probabilmente la specie più aggressiva. La vespa-Polistes possiede un corpo più sottile, privo di peluria e con la parte anteriore dell’addome affusolata. Si sta diffondendo in Italia la vespa “velutina”, predatore delle api. Quest’insetto può essere confusa con il calabrone ma è più piccola, di colore prevalentemente nero, con le zampe di due colori (nero e giallo) e le antenne nere.

Il calabrone è facilmente riconoscibile dalle altre vespe per le grosse dimensioni (la femmina può raggiungere i 3,5 centimetri di lunghezza) e per il caratteristico addome striato di giallo tendente all’arancio. La sua puntura è estremamente dolorosa, simile a una pugnalata. È piuttosto aggressivo.

Come si manifestano le reazioni allergiche. Nei soggetti allergici, le punture degli imenotteri possono provocare reazioni indesiderate, da lievi a molto gravi. Si distinguono tre forme: locali, locali estese e sistemiche. Le prime si manifestano con lieve rossore o lieve gonfiore e sono dovute alle sostanze tossiche contenute nel veleno. Le reazioni locali estese interessano dal 2,4% al 26% delle persone allergiche e si manifestano con arrossamento e gonfiore in sede di puntura, il cui diametro supera i 10 cm. In questo caso i sintomi durano più di 24 ore. Le reazioni allergiche sistemiche colpiscono dall’1% all’8,9% degli allergici e solitamente insorgono entro mezz’ora dalla puntura. Possono manifestarsi con diversi sintomi, quali: orticaria, prurito diffuso, malessere, gonfiore, vertigini, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, mancanza del respiro, stordimento, confusione mentale, abbassamento della pressione sanguigna, perdita di coscienza e shock anafilattico.

Cosa fare in caso di puntura. Se compaiono rossore e gonfiore in una zona di circa 2-3 cm di diametro, si tratta di una reazione perfettamente normale, dovuta al veleno iniettato dall’insetto. In questo caso si può applicare ghiaccio ed eventualmente una pomata al cortisone. Se è rimasto un pungiglione nella pelle, si dovrebbe notare a occhio nudo un puntino nero al centro della parte colpita. Occorre estrarlo con attenzione, per evitare che il sacco velenifero che gli è attaccato continui a iniettare altro veleno. Bisogna quindi evitare di afferrarlo con le dita, piuttosto usare un’unghia, una limetta o anche un bancomat per sollevare il pungiglione gradualmente dal basso.

Tutte le persone che, dopo una puntura, manifestano nel giro di pochi minuti uno o più sintomi sistemici (come orticaria, vertigini, difficoltà di respiro), oppure una presentano una reazione locale molto estesa (maggiore di 10 cm di diametro) della durata di almeno 24 ore, devono rivolgersi alla specialista allergologo per ottenere una diagnosi e una terapia appropriata. Se necessario, lo specialista prescriverà la terapia antistaminica, cortisonica, l’adrenalina autoiniettabile e/o l’immunoterapia specifica.

Le persone che sono conosapevoli di essere allergiche devono portare con sé i farmaci di emergenza (antistaminico, cortisone e, nei casi di reazioni più gravi, anche autoiniettore di adrenalina) e imparare a usarli nel modo corretto. Quando vengono punte devono assumere i farmaci e, in ogni caso, farsi portare al più vicino pronto soccorso o chiamare il 118.

Ecco le 5 cose da sapere in caso di puntura:

1. Se venite punti da un’ape ricordatevi che il pungiglione è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. È opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile perché questo diminuisce la dose iniettata. Aiutarsi con una punta smussa (anche l’unghia) con un movimento dal basso verso l’alto senza utilizzare pinze o schiacciarlo tra le dita poiché il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare ulteriore veleno. Applicare, quindi, del ghiaccio.

2. Questi i fattori che aumentano l’aggressività di api, vespe e calabroni: odori intesi come quelli di un profumo, colori scuri nei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. Ricordatevi inoltre che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con loro perché vengono abbassati i corridoi di volo.

3. In caso di reazioni che durano più di 24 ore e con un diametro superiore a 10 centimetri è consigliabile una visita allergologica per stabilire se si è allergici al veleno di imenotteri. Ricordatevi che è importante eseguire le prove allergiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa, per evitare false negatività.

4. In caso di shock anafilattico mantenete la calma e allertate immediatamente il pronto soccorso. Se avete con voi l’adrenalina autoiniettabile utilizzatela seguendo le prescrizioni del vostro medico, ricordandovi comunque di allertare il 118 per proseguire effettuare le cure del caso.

5.  Anche chi sta seguendo l’Immunoterapia Allergene Specifica al veleno di imenotteri deve portare con se l’adrenalina autoiniettabile: sono due presidi che “lavorano” insieme, l’adrenalina in caso di shock mentre l’immunoterapia nel lungo termine per desensibilizzare il paziente allergico nel lungo periodo.

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