Botulino “killer”, due studenti ricoverati in gravissime condizioni

Botulino “killer”. Due studenti, di 27 e 21 anni, sono arrivati al pronto soccorso con sintomi quali nausea, vertigini molto forti, dolori lancinanti, amnesia. Uno dei due avrebbe anche avuto un arresto cardiaco, sono ricoverati in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria della Misericordia dalla mattinata di domenica.

Botulino: questo, secondo quanto rende noto l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera, il risultato del test cui sono stati sottoposti i due giovani quando sono arrivati in ospedale dopo una notte terribile tra vomito, vertigini e violenti dolori gastro intestinali. I test clinici hanno confermato la presenza della pericolosa tossina nel sangue dei due giovani.

Secondo quanto ricostruito, all’origine dei malori ci sarebbe stata una cena a base di alimenti arrivati sottovuoto dalla famiglia di uno dei due studenti, uno originario della provincia di Lecce e un altro di Viterbo. Cibo mal conservato che, una volta assunto, avrebbe portato a queste gravi conseguenze. I test clinici hanno confermato la presenza della pericolosa tossina nel sangue dei due giovani.

Ogni anno in Italia si registrano circa 20-30 nuovi casi di intossicazione botulinica. Spossatezza, disturbi gastrointestinali, difficolta’ a deglutire, disturbi oculari fino ad arrivare a paralisi: questi i sintomi di questa patologia rara e a volte letale, che spesso vengono erroneamente associati ad altre malattie di natura neurologica o infettiva risultando, quindi, di difficile diagnosi. “Solo il precoce riconoscimento dei sintomi – ha spiegato Carlo Alessandro Locatelli, Presidente SITOX e Direttore del Centro Antiveleni di Pavia – Centro Nazionale di Informazione Tossicologica IRCCS Fondazione Maugeri – puo’ consentire il trattamento antidotico per evitare l’evoluzione verso l’insufficienza respiratoria. In questo contesto, le autorita’ competenti giocano un ruolo di primo piano dovendo informare e sensibilizzare i cittadini sui pericoli derivanti dal mancato rispetto di misure igieniche nella preparazione delle conserve in ambito domestico. Alcune procedure di conservazione proposte in rete non forniscono infatti sufficiente garanzia di sterilita’ per la conserva che rischia cosi’ di alterarsi e diventare pericolosa per la nostra salute”.

In generale, tutti i cibi conservati che non vengono fatti cuocere e che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino. La tossina botulinica è stata ritrovata in alimenti molto diversi come mais in scatola, peperoni, fagiolini, melanzane, barbabietole, funghi, spinaci, olive, tonno, paté, affettati sotto vuoto, pesce conservato e mascarpone. Secondo i dati dei Cdc americani, il principale veicolo della tossina botulinica è rappresentato proprio da verdure in scatola e conservate, seguito dalle conserve di pesce. I prodotti caseari, le conserve di carne e il pollame costituiscono invece un veicolo minore, anche se non sono del tutto esenti da rischi (come ha dimostrato la comparsa del botulino in una partita di mascarpone italiano nel 1996).

 

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