Depressione sottovalutata e in aumento, in cima alla lista delle cause di cattiva salute nel mondo

La depressione è troppo spesso sottovalutata soprattutto quando legata ad altre malattie, quali tumori, malattie reumatiche e diabete. La depressione colpisce 1 persona su 4 con malattie reumatiche, quasi 1 malato di tumore su 6 e il 2% di coloro che hanno il diabete. 4 malati su 10 la considerano una conseguenza della malattia primaria soprattutto laddove la componente dolorosa è molto forte, e per questo tendono a sottovalutarla. E’ quanto emerge da un’indagine sulla depressione e sulla sua relazione con altre malattie, condotta su pazienti e caregiver dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).

“I risultati di questa indagine, prima nel suo genere, hanno messo in luce due aspetti molto significativi della vita e del percorso di cura dei pazienti: quanto sia fondamentale, per perseguire benessere e salute completi, che siano considerate come persone a 360 gradi, non solo legati a un’unica dimensione patologica, e quanto sia importante continuare a combattere lo stigma legato ancora oggi alla malattia
mentale”, afferma Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato e Presidente di Janssen Italia. “Il nostro impegno come Janssen, da 60 anni a questa parte, è minimizzare l’impatto delle patologie mentali sui pazienti, grazie alla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative. Siamo impegnati nell’identificare nuovi target per la depressione, l’insonnia e la schizofrenia. L’obiettivo è unire l’efficacia terapeutica dei farmaci con la riabilitazione e il conseguente reinserimento in società dei pazienti; lo dimostra il progetto Triathlon-Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi – ideato per far fronte alle criticità che, quotidianamente, caratterizzano l’assistenza e il trattamento delle persone che soffrono di psicosi”.

La paura di essere dipendente dai farmaci per oltre il 40% e il rifiuto di assumere ulteriori farmaci oltre a quelli che si prendono per la malatti a primaria (26%) sono i principali timori legati alla cura della depressione. Altro dato degno di nota è il fatto che nessuna delle persone con depressione e altre malattie è in cura presso un centro di salute mentale, cosa che si verifica per il 68% delle persone con “solo” depressione. “La depressione ha un effetto biunivoco: aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, patologie urologiche, oncologiche, pneumologiche e neurologiche, in quanto anticipa e peggiora il decadimento cognitivo”, afferma Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco. “Chi soffre di queste patologie è a sua volta più esposto al rischio di soffrire di depressione che ne peggiora gli esiti”. Sottovalutata ma comunque temuta.

Per un terzo di coloro che soffrono anche di altre malattie, la percezione di essere a rischio di sviluppare la depressione è molto alta, con una forte differenza tra pazienti reumatici e oncologici, quest’ultimi sicuramente più seguiti dal punto di vista psicologico sin dalla diagnosi della malattia primaria per il tipo di percorso diagnostico terapeutico. Ben 6 pazienti con malattie reumatiche su 10 infatti si sentono molto esposti al rischio di sviluppare depressione.

“La depressione è una malattia che condiziona completamente l’esistenza sia delle persone che ne soffrono sia di coloro che se ne prendono cura ”, continua Merzagora. “Secondo gli intervistati sintomi quali tristezza (75%), pensieri negativi (72%), perdita di interesse nel fare le cose (65%), di energia (62%) e un senso di solitudine da cui è difficile trovare sollievo(60%) sono quelli che maggiormente incidono sulla qualità di vita.

La tristezza e la solitudine a volte è talmente forte e la percezione del futuro è così negativa che oltre 1 persona malata di depressione su 2 dichiara di aver avuto pensieri suicidari, tra questi 1 su 4 tre o quattro volte nell’ultimo mese. Anche i familiari e coloro che si prendono cura della persona depressa si trovano a vivere e soprattutto subire una situazione molto pesante nella quale tutte le energie sono concentrate sul
malato.

“La depressione continua a crescere, ormai è in cima alla lista delle cause di cattiva salute nel mondo. In 10 anni è aumentata di quasi il 20 per cento”, prosegue Mencacci. “ Un campanello d’allarme per tutti e un monito a ripensare con urgenza alla salute mentale e al suo mantenimento. Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazio ni con i diversi contesti ambientali”, conclude.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie