G7 Ambiente, Italia-USA insieme contro spreco alimentare

Clima e raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile, finanza verde, Africa e ruolo delle banche di sviluppo. E ancora inquinamento marino, efficienza delle risorse ed economia circolare, rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi e riforma della tassazione in senso ecologico. Sono questi i temi che verranno affrontati al G7 Ambiente di Bologna.

“Qui ci sono sette Paesi che insieme rappresentano più della metà del Pil mondiale e sono qui per dialogare insieme – ha proseguito Galletti -. Partiamo da posizione diverse, ma abbiamo l’obbligo di continuare a dialogare fra tutti. Stiamo facendo questo.

Al G7 Ambiente di Bologna, Italia e Stati Uniti si ritrovano su un tavolo di lavoro comune per discutere le azioni in campo contro lo spreco alimentare, nella città che da anni ha avviato la campagna “Spreco Zero” sostenuta dal Ministero dell’Ambiente. In un pre-Meeting del G7 dal titolo “Innovative Food Waste Approaches” che si è svolto nel pomeriggio a FICO Eataly World, il più grande parco agroalimentare del mondo che aprirà a Bologna in autunno, il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti e l’amministratore dell’Epa, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti, Scott Pruitt hanno condiviso, assieme al mondo accademico e alle aziende italiane e statunitensi maggiormente all’avanguardia sul fronte della riduzione dello spreco di cibo, le buone pratiche in corso nei due Paesi e insieme rafforzato l’interscambio tra pubblico, privato e mondo accademico su un tema di grandissima rilevanza ambientale, oltre che economica e sociale. Sullo sfondo, dati allarmanti come quelli resi noti dall’Onu, secondo cui un terzo del cibo destinato al consumo umano oggi viene perso o sprecato. O come i dati della Fao che stimano il consumo di acqua derivante da sprechi e perdite alimentari su scala globale in 250 km3, pari al fabbisogno domestico di acqua per i prossimi 120 anni a New York, e in 750 miliardi di dollari il valore economico dei prodotti persi o sprecati.

“In Italia – ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – è cresciuta la sensibilità e si sono moltiplicate le iniziative contro lo spreco alimentare. Dopo il grande lavoro di Expo, il Parlamento ha dotato il Paese di una normativa su questo tema che rende più veloci le procedure per la donazione dell’invenduto e più incisiva l’azione di quegli enti in prima linea contro le povertà. Portiamo avanti iniziative di impatto educativo e culturale che vedono protagonisti i ristoratori e i clienti, come nel caso delle ‘family bag’, i cuochi, le famiglie italiane cui viene chiesto di fare massima attenzione alla spesa e a come si conservano i cibi. C’è soprattutto – ha detto Galletti – una crescente volontà dell’impresa italiana, a partire da grandi realtà come FICO, di rendere più sostenibili i cicli produttivi. Consolidare una cultura contro lo spreco – ha concluso Galletti – è fondamentale per un Pianeta che ha il dovere morale di distribuire meglio le proprie risorse tra i suoi abitanti”.

“L’EPA – ha sottolineato dal canto suo Pruitt – ha una lunga storia nella promozione del dialogo nazionale tra i principali portatori di interesse per trovare soluzioni innovative volte alla riduzione dello spreco alimentare”. “L’Agenzia – ha spiegato – svolge un ruolo vitale per assistere gli Stati nell’affrontare questioni trasversali e trasmettere loro buone prassi: fornisce alle imprese le opportunità di esportare la loro offerta di valore ai clienti, aumentare i margini e la quota di mercato, espandersi ad altri mercati, diminuire costi e rischi”. “Più di recente, nel novembre scorso – ha proseguito l’Amministratore – il Dipartimento dell’Agricoltura degli Usa e l’Epa hanno annunciato la formazione della “Us Food Loss and Waste 2030 Champions partnership”. La ‘2030 Champions’ – ha concluso Pruitt -riunisce imprese e organizzazioni che hanno fatto un pubblico impegno di ridurre la perdita e lo spreco di cibo nelle loro attività del 50% entro il 2030”.

La delegazione americana – di cui fanno parte anche l’Ambasciatore degli Stati Uniti ad interim, Kelly Degnan, e il Console generale statunitense di Firenze, Abigail Rupp – è stata accolta dall’amministratore delegato di FICO, Tiziana Primori, da Andrea Segré, Presidente del CAAB e della Fondazione Fico e dal direttore generale CAAB, Alessandro Bonfiglioli. Al Convegno, preceduto da un pranzo di lavoro e da una visita al cantiere del Parco, hanno preso parte due grandi aziende impegnate nel settore: per l’Italia FICO con Primori, Alessandro Bonfiglioli ed Hera, con il suo amministratore delegato Stefano Venier. Presenti anche il presidente di Confindustria Emilia Romagna Alberto Vacchi e la presidente di Legacoop Bologna, Rita Ghedini. L’America era rappresentata da “Yum! Brands”, con il vice presidente delle Government Relations Jon Hixson e da Ted Monk, vice presidente di Sodexo North America per la Sostenibilità e Responsabilità aziendale. Per il mondo accademico hanno rappresentato i due Paesi Callie Babbit, professore del Golisano Institute for Sustainabiliy al Rochester Institute of Technology e il professor Andrea Segre’, agronomo ed economista dell’Università di Bologna, e presidente di Caab e Fondazione FICO, da sempre impegnato con il ministero dell’Ambiente italiano nella lotta agli sprechi alimentari.

Al termine della tavola rotonda, la giornata si è conclusa con la firma del protocollo d’intesa tra FICO Eataly World, Fondazione FICO, CAAB e Gruppo Hera “Per l’economia circolare a FICO”. L’intesa prevede attività congiunte per valorizzare e promuovere nel Parco del cibo una organizzazione e gestione eco-sostenibile, basata sui principi dell’economia circolare: una economia che crea nuova occupazione e vantaggi legati al risparmio di risorse ed energia, alla riduzione e la valorizzazione dei rifiuti (anche grazie al recupero alimentare), all’estensione del ciclo di vita dei prodotti, alla promozione di buone pratiche legate alla sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente.

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