Giornata mondiale del donatore di sangue, ecco perchè e così importante donarlo spesso

Dona sangue. Dona ora. Dona spesso” è lo slogan scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che vuole rimarcare l’importanza di una adeguata disponibilità di sangue durante le emergenze, attraverso un Sistema trasfusionale ben organizzato e su una popolazione di donatori volontari, periodici e non remunerati. La donazione del sangue è un momento fondamentale per salvare vite e attivarsi in prima persona per la propria comunità e per chi ha bisogno. A partire dal 2004, la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue viene celebrata in tutto il mondo il 14 giugno di ogni anno per ricordare la nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni AB0 e coscopritore del fattore sanguigno Rh.

In Italia nel 2016 c’è stata una donazione di sangue ogni 10 secondi, che ha permesso di garantire le cure per 660mila pazienti. I numeri sono stati raccolti dal Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità, e presentati durante un evento al ministero della Salute in occasione della giornata mondiale della donazione di sangue dell’Oms.

Lo scorso anno il sistema ha registrato oltre 3 milioni di donazioni di sangue e plasma, mentre i donatori sono stati un milione e 688mila, la cifra più bassa dal 2011. L’età dei donatori riflette l’invecchiamento della popolazione. Al momento prevale la fascia tra 46 e 55 anni, il 28% del totale, e il trend è di un aumento dei donatori in quelle più ‘vecchie’, mentre quella tra 18 e 25 è stabile e quelle sotto i 46 sono in diminuzione. Il Friuli Venezia Giulia è la regione con più donatori, 40,2 ogni 1000 abitanti, mentre la Calabria è quella che ne ha meno, 19,9, contro una media nazionale di 27,8.

In generale gli obiettivi di autosufficienza nazionale per il 2016 sono stati mantenuti per quanto riguarda il sangue, sottolinea Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del CNS, grazie al meccanismo di compensazione tra le regioni. “Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. E’ importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta Per questo si fa appello alla sensibilità delle Regioni affinché consentano alle strutture trasfusionali una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura in modo da venire maggiormente incontro alle esigenze dei donatori”.

Il sistema italiano del sangue “è un unicum nel panorama europeo” grazie ai donatori. Lo ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aprendo l’evento al ministero in occasione del World Blood Donor Day, indicando nell’invecchiamento della popolazione e nel fenomeno della scadenza delle sacche di sangue le ‘ombre’ principali da correggere. “Il sistema italiano è un unicum nel panorama mondiale – ha affermato Lorenzin -. Il cuore del sistema sono proprio i donatori, non potremmo avere un sistema gratuito senza di loro, anche nell’emergenza sono sempre in prima linea. È un’enorme catena che ha dietro un patrimonio etico che va valorizzato e salvaguardato”. L’invecchiamento della popolazione, ha sottolineato Lorenzin, porta da una parte alla diminuzione dei donatori, che oltre una certa età non possono più donare, e dall’altra all’aumento delle necessità di sangue.

Una ragione in più per una gestione che non preveda la distruzione di sacche di sangue. “Ci sono sacche di sangue che vengono buttate nel nostro paese perché scadute – ha sottolineato -, allora dico a chi le butta ‘regalatelo’ se non potete utilizzarlo. Credo che occorra maggiore attenzione su questo tema. Il mio impegno nei prossimi mesi consiste nel fare questo ulteriore passo avanti, dobbiamo trovare un modo diverso di gestire il sangue e fare in modo che non ci siano più casi”.

Nella giornata mondiale del Donatore di sangue il commissario Ue alla Salute Vitenys Andriukaitis invita gli europei “a continuare a mostrare compassione e spirito di solidarietà donando il proprio sangue”. “Ogni anno – spiega Andriukaitis – grazie alle donazioni di sangue dei cittadini Ue vengono fornite circa 26 milioni di unità di sangue agli ospedali. E il mio ruolo è quello di contribuire ad assicurare che i 1400 centri ematologici dell’Unione adottino standard più alti di sicurezza”. Andriukaitis ricorda inoltre che la Commissione Ue sta valutando l’adeguatezza della direttiva del 2002 sul sangue, e nel quadro di questo processo è in corso una consultazione pubblica di cittadini e stakeholders, che andrà avanti fino ad agosto.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie