Obesità, i chili di troppo uccidono 4 milioni di persone nel mondo

La pancia non c’è più è una frase che negli anni Sessanta introduceva il “codino” pubblicitario dei Caroselli dell’Olio Sasso, ed è rimasta nella memoria dei ragazzi di quella generazione come uno dei più celebri “tormentoni” dell’epoca. Oggi la pancia “avvolge” oltre 2 miliardi di persone nel mondo causando  problemi di salute perché obese o in sovrappeso, a causa dei chili di troppo muoiono circa 4 milioni di persone, di cui il 40% sono ‘solo’ sovrappeso e non obese.

Il fenomeno dell’obesità è da considerarsi ormai alla stregua di un’epidemia globale in rapida diffusione, ne evidenzia le cause ambientali, culturali, economiche e biologiche e apre una finestra sul suo impatto diretto e indiretto sulla società. in Italia oltre un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, poco meno di una persona su 10 è obesa e a causa di complicanze legate a questa malattia una persona ogni 10 minuti muore: 57 mila decessi all’anno e oltre mille a settimana.

I rischi dell’obesità. Le patologie connesse all’obesità sono numerose: apnea notturna, asma, patologie cardiocircolatorie che possono portare all’infarto, cancro, patologie epatiche, sterilità, diabete, artrite, ipertensione. In Italia l’80% dei casi i diabete, il 55% dei casi di ipertensione e il 35% dei casi di cardiopatia ischemica e tumori sono da ricondurre a obesità e sovrappeso. Inoltre, secondo i dati della Società italiana di chirurgia dell’obesità ogni anno nel nostro Paese 57mila persone muoiono per patologie collegate all’eccesso di peso. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, tra le più grandi sfide per la salute pubblica del XXI secolo c’è proprio l’obesità. Per questo Herman Toplak, presidente dell’Easo, dichiara: “È fondamentale rendersi parte attiva nel sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e dell’adozione di stili di vita sani, così come ci suggerisce il motto dell’Eod17: combattiamo l’obesità insieme”.

Un’indagine pubblicata su The New England Journal of Medicine, che vede tra gli autori Christopher Murray, Direttore del Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) presso la University of Washington. Lo studio, che ha coinvolto 195 paesi e considerato un periodo molto lungo dal 1980 al 2015, sarà anche presentato a Stoccolma in occasione dell’EAT Stockholm Food Forum.

L’analisi ha evidenziato che nel 2015 l’eccesso di peso affliggeva qualcosa come 2,2 miliardi di persone tra bambini e adulti nel mondo, ovvero il 30% della popolazione mondiale. In particolare sono risultati 108 milioni di bambini e oltre 600 milioni di adulti obesi (con indice di massa corporea sopra 30). La prevalenza dell’obesità è raddoppiata dal 1980 in oltre 70 paesi ed è continuamente aumentata in quasi tutti gli altri stati.

Tra i 20 paesi più popolosi i maggiori livelli di obesità tra bambini e giovani adulti si riscontrano in Usa (quasi il 13% di questa popolazione); invece l’Egitto è il paese con più adulti obesi (circa il 35% del totale). I tassi più bassi di obesità si riscontrano invece in Bangladesh e Vietnam, rispettivamente l’1% della popolazione.La Cina, con 15.3 milioni, e l’India, con 14,4 milioni hanno il più alto numero di bambini obesi; gli Stati Uniti, con 79,4 milioni e la Cina con 57,3 milioni hanno il più alto numero di adulti obesi.

Dato il pesante fardello che i chili di troppo rappresentano per la salute in termini di aumento di rischio di malattie (da tumori a patologie cardiovascolari), concludono gli autori, non è ormai più rimandabile un intervento per ridurre il problema di sovrappeso e obesità nei diversi paesi.

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