Tutti in piazza contro i nuovi voucher, anche gli studenti

La Cgil torna in piazza contro i voucher. Non quelli aboliti dal governo per legge ma contro i nuovi ticket disegnati dal Parlamento nella manovra di correzione dei conti pubblici (libretto famiglia per colf, badanti e insegnanti di ripetizione di 10 euro all’ora e il contratto occasionale, assieme all’introduzione di un tetto unico ai compensi di 5mila euro).

Nella missiva Camusso ricorda i fatti: “Dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la Cgil presenta una proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la Cgil raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum e il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge. Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che – ricordiamolo sempre – sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese. Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher”.

“Ho riepilogato i fatti – sottolinea Camusso – perché rendono evidente che il Governo e il Parlamento non hanno abrogato i voucher ma i referendum, ovvero il diritto dei cittadini di esprimersi. Per sottolineare che mai era avvenuta una violazione così palese dell’art. 75 della Costituzione. Che un Parlamento ed un Governo che in 35 giorni votano una legge e poi il suo contrario, minano la loro credibilità ed autorevolezza e la stessa fiducia nelle Istituzioni”.

“Non hanno avuto il coraggio – prosegue la leader della Cgil – di confrontarsi a viso aperto sul merito dei quesiti, ma ci hanno solo impedito con l’inganno di votare ai referendum. Bisogna impedire che questo diventi un precedente da imitare in futuro per impedire referendum non graditi. La Cgil nella sua storia si è sempre battuta per difendere la democrazia e le sue regole, perché in quella difesa, c’è la difesa della libertà nel lavoro, la cittadinanza del lavoro”.

“Con i nuovi voucher – sostiene Camusso – si reintroduce l’ennesima forma di precarietà, raccontando che è un contratto mentre, invece, è una pura transazione economica che non prevede alcun diritto per i lavoratori. Il Governo e la politica – ha rimarcato Camusso – hanno avuto paura del confronto pubblico su un tema così importante come quello della precarietà”. Contro i nuovi voucher, la leader della Cgil ha anche ribadito che il sindacato è pronto al ricorso alla Corte Costituzionale.

Due i cortei previsti, pronti a sfilare per le via della capitale: uno parte da piazza della Repubblica, l’altro da piazzale Ostiense, per poi confluire in piazza di Porta San Giovanni dove si terrà l’intervento conclusivo, dal palco, del segretario generale Susanna Camusso. La Cgil lancia un appello “per il rispetto dell’articolo 75 della Costituzione” sul referendum popolare e, quindi, “per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e con il pieno riconoscimento dei diritti”.

Il 28 maggio, ricorda la Cgil in un volantino, “si sarebbe dovuto svolgere il referendum abrogativo sui voucher, che poi sono stati cancellati per far annullare i referendum e impedire agli italiani di esprimersi”. Adesso, dopo che giovedì “il Senato votando la fiducia ha dato il via libera definitivo alla manovrina, i voucher sono stati reintrodotti. Questo schiaffo alla democrazia non può passare inosservato”. La Cgil ha anche indicato come “necessario” sollevare una questione di illegittimità presso la Cassazione e la Corte costituzionale. Con l’ok alla manovra, arrivano il ‘Libretto famiglia’ e il ‘contratto di prestazione occasionale’ riservato alle microimprese fino a 5 dipendenti. Il tetto viene fissato a 5.000 euro per lavoratore e per datore di lavoro, con un ulteriore limite di 2.500 euro l’anno per le prestazioni rese ad un singolo datore.

In piazza ci sono anche gli studenti. “Il governo ha preso in giro i cittadini. La fiducia sulla manovrina che reintroduce i voucher è passata al Senato giovedì, confermando che la loro abolizione è servita solamente a evitare i referendum inizialmente fissati per il 28 maggio. Cambia il nome, PrestO, ma la sostanza è la stessa”. Per questo oggi gli studenti scendono in piazza insieme alla Cgil, “per denunciare – affermano l’Unione degli Universitari (Udu) e la Rete degli Studenti Medi – questo schiaffo alla democrazia e ribadire il nostro no ad un destino di precarietà”.

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