Un vaccino per il cancro al fegato, le cure prenderanno il via a settembre al ‘Pascale’ di Napoli

Un vaccino per il cancro al fegato. Prenderà ufficialmente il via ai primi di settembre il vaccino terapeutico Hepavac, primo vaccino mondiale contro il cancro al fegato scoperto da un team di ricercatori del Pascale coordinato da Luigi Buonaguro. Dopo il nulla osta anche del Comitato Etico dell’Istituto dei tumori di Napoli tutto è pronto affinchè vengano arruolati i primi 40 pazienti affetti da epatocarcinoma non metastatico.

Dopo 3 anni di studi, che ha visto coinvolti, oltre all’Italia con il Pascale e il Sacro Cuore di Verona, altri 4 Paesi europei (Germania, Spagna, Belgio e Regno Unito) il protocollo vaccinale è stato approvato dalle Agenzie Regolatorie e la settimana scorsa ha avuto l’ok anche dal Comitato Etico del Pascale. Ultimo atto perché il vaccino prendesse il via. “Se i risultati saranno quelli auspicati – dice Luigi Buonaguro – il nostro sarà il primo vaccino al mondo per il tumore epatico candidato alla sperimentazione su vasta scala per testarne in maniera definitiva l’efficacia”.

“Il cancro è uno dei nostri nemici più ingannevoli,” spiega il Prof. Luigi Buonaguro della INT Fondazione Pascale – IRCCS , di Napoli , Italia. “Il nostro lavoro si concentra sul carcinoma epatocellulare, una delle possibili forme di cancro al fegato. Questo tipo di cancro è indotto principalmente dai virus dell’epatite B e C, infezioni che globalmente interessano più di 670 milioni di persone. Circa il 5-10 % di questa popolazione svilupperà prima o poi un carcinoma epatocellulare.”

Il Professor Buonaguro è il coordinatore del progetto europeo HEPAVAC, uno studio internazionale concentrato sullo sviluppo di un vaccino su base petptidica per la cura di pazienti con carcinoma epatocellulare. Il progetto prevede la collaborazione di un consorzio di nove istituti tra università, imprese private e aziende farmaceutiche con competenze complementari nel campo dell’immunoterapia del cancro e lo sviluppo di vaccini.

“La nostra ricerca vuole arrivare a produrre un vaccino per quelle persone che hanno già sviluppato un tumore al fegato e sono state trattate con terapie ablative,” continua il Prof. Buonaguro “la strategia che utilizziamo è estremamente innovativa: il vaccino è composto da epitopi tumore-specifici – dei frammenti caratteristici di questo tipo di cancro – ma prelevati, di volta in volta, dal paziente affetto da questa malattia, permettendo lo sviluppo di una terapia personalizzata corrispondente alla situazione patologica del malato.

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