Vaccini, Lorenzin: Sono aperta a modifiche al decreto vaccini

Sull’obbligatorietà di dodici vaccin, nessun passo indietro dal governo. La ministra della Salute Beatarice Lorenzin, dopo l’audizione in commissione Sanità di palazzo Madama, sottolinea che “il tema non è il numero dei vaccini, perché quello viene deciso in base al contesto epidemiologico di ogni singolo Paese”.

Sono aperta a modifiche al decreto vaccini: la mia posizione su questo tema è deltutto laica. Basta, però, che le modifiche non snaturino il provvedimento, che è basato sull’obbligatorietà e improntato sulla base di solide motivazioni scientifiche”. È quanto dichiarato dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, al terminedella riunione della commissione Sanità del Senato che ha concluso la discussione generale sul provvedimento e che nel pomeirggio ha visto svolgere le repliche di relatore e Governo.

Quanto all’obbligatorietà, ha spiegato la ministra, “è stata scelta per alzare in brevissimo tempo la soglia sulle coperture vaccinali che si sta abbassando. E questo è legato sia al fatto che su molte coperture finora non era prevista l’obbligatorietà sia alla mancanza di un piano di informazione adeguato”. A tal proposito Lorenzin ha annunciato che subito dopo laconversione del decreto partirà una battente campagna d’informazione a livello nazionale, della durata di un anno, per spiegare le nuove norme e per chiarire molti aspetti legati alle vaccinazioni.  “I primi a cui ci rivolgeremo saranno soprattutto i medici pediatri – ha sottolienato – che sono in prima linea, insieme ai genitori, in questa campagna”.

Sulla possibilità di ridurre il numero dei vaccini obbligatori, altro punto su cui si concentrano le critiche al decreto e le richieste di modifica del testo, Lorenzin è stata netta: “È un aspetto importante, ma il loro numero e il loro elenco è stato stilato su indicazione delle autorità scientifiche e solo su basi scientifiche si potranno prendere in considerazione modifiche su questo punto”.

Riduzione delle sanzioni – Probabilmente sara cancellata dal decreto la norma che consente ai Tribunali dei minori il ritiro della patria potestà per i genitori che si rifiutino di vaccinare i propri figli. Sicuramente verrà ridotta in modo drastico la sanzione per i genitori inadempienti dei minori di 16 anni, attualmente variabile dai 500 ai 7.500 euro. In tutti e due i casi ci sarebbe ampio consenso sulla correzione tra governo e forze politiche. Proprio ieri su questi due aspetti (ma non solo, per la verità) ha preso posizione critica la senatrice di Mdp Nerina Dirindin.

La ministra ha poi respinto la critica secondo cui l’Italia sarebbe l’unico Paese ad avere un piano vaccinale con ben 12 Vaccini obbligatori: “Non è significativo – ha tagliato corto – tra breve anche la Francia ne avrà 11. E comunque il piano vaccinale viene deciso in base al contesto del Paese. Anche l’Austria, che ha soglie molto basse, sta correndo ai ripari”.

La relatrice al provvedimento, Patrizia Manassero (Pd), su cui maggioranza ed Esecutivo stanno lavorando riguarda la patria potestà. L’ipotesi è quella di cancellare dal decreto la norma che consente ai tribunali il ritiro della patria potestà per i genitori che si rifiutino di vaccinare i propri figli. La stessa ministra ha così confermato questa possibile modifica: “Su tribunali e patria potestà si possono rivedere alcuni aspetti”.

La norma attuale prevede che se il certificato di vaccinazione non viene presentato, i bambini sono comunque ammessi alla scuola dell’obbligo e agli esami. Le regole che permettono di essere ammessi a scuola senza certificato di vaccinazione entrarono in vigore dopo cinque anni di dibattiti e sanatorie. Modificarono le regole del 1967 che stabilivano l’obbligo di presentare il certificato per essere ammessi a scuola. Il primo passo verso le nuove norme risale al 1994 su iniziativa della Corte Costituzionale.

Dello stesso anno è la prima circolare del ministero della Pubblica istruzione, seguita a sentenze della magistratura che reintegravano alla frequenza scolastica alunni non vaccinati. Da allora il ministero ha emanato ogni anno circolari sul comportamento della scuola verso gli alunni non vaccinati. Nel luglio 1997 un parere del Consiglio di Stato ribadiva il divieto di ammettere a scuola gli alunni non vaccinati a tutela del diritto alla salute della collettività. Ma nel maggio ’98, l’ultima sanatoria con la circolare che dava agli alunni senza certificato il diritto di partecipare a scrutini ed esami.

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