Wwf lancia la campagna #GenerAzioneMare [video]

L’8 giugno è la Giornata mondiale degli oceani, il Wwf sceglie Napoli per lanciare la sua nuova campagna #GenerAzioneMare. “Partiamo da qui, dal primo ente di ricerca italiano che si è occupato esclusivamente di mare, perché la necessità è mettere insieme territorio, ricerca e cittadini”, dice Danovaro. La campagna, che unisce associazioni, grandi aziende e semplici cittadini, è condensata in cinque punti: lotta all’inquinamento (in particolare quello legato alle plastiche), alla pesca eccessiva e a quella illegale, sostegno alla pesca sostenibile ed educazione al consumo responsabile, difesa di specie come tartarughe e cetacei, tutela degli habitat costieri e di quelli con alto valore di biodiversità.

“Il nostro è un territorio fantastico, con grandi potenzialità ma anche con zone di inquinamento e sovrasfruttamento – puntualizza il presidente della stazione Dohrn riferendosi al mare campano – e dobbiamo combattere chiaramente due problemi: quello storico di Bagnoli e delle aree contaminate da un’industria vecchia, e quello della creazione di nuove professionalità. Il futuro è il mare, possiamo sfruttarlo meglio in modo ecologicamente sostenibile”.

il WWF ha condotto una recente indagine pioniera all’interno di una ricerca durata 7 anni nel Santuario Pelagos con  biopsie di tessuti prelevati da circa 100 esemplari di cetacei: le analisi hanno mostrato un’elevata contaminazione di questi animali a sostanze tossiche.

Nei tessuti di  balenottere comuni, capodogli e globicefali sono state trovate tracce di ftalati, un additivo delle materie plastiche. Le femmine dei cetacei risultano meno contaminate degli esemplari maschi, per via dell’effetto di disintossicazione che avviene durante l’allattamento con cui trasferiscono i propri contaminanti al piccolo. Globicefali e capodogli risultano più contaminati tra quelli analizzati rispetto agli esemplari che si trovano nell’Atlantico, a  conferma della ‘particolarità’ del Mare Nostrum. Queste due specie sono infatti predatori all’apice della catena alimentare marina e quindi sono soggette a maggiori concentrazioni. La media di concentrazione del DEHP ( lo ftalato più tossico) scoperta nei campioni di tessuto dei cetacei è di 1.060 microgrammi per chilo, molto alta considerando che il livello sentinella è di 300 microgrammi per chilo.

Gli ftalati hanno effetti tossici sulla fertilità e sullo sviluppo del feto. Sono considerati anche interferenti endocrini e alcuni di essi sono classificati come cancerogeni. Il fatto più grave è che, contrariamente ad altre sostanze tossiche, gli ftalati e vengono metabolizzati rapidamente: questo dimostra quanto l’inquinamento per i cetacei che vivono nel Santuario Pelagos sia persistente. Inoltre, a differenza di globicefali e capodogli, il modo con cui si nutrono le balenottere, filtrando grandi volumi di acqua per estrarre il cibo, li rende particolarmente vulnerabili alla contaminazione da microplastiche.

E’ è proprio la lotta all’inquinamento da plastiche – “Encouraging solutions to plastic pollution” – il messaggio focus della Giornata Mondiale Oceani – World Oceans Day – che si celebrerà domani in tutto il mondo e che il WWF ha scelto per lanciare la sua Campagna #GenerAzioneMare in un evento speciale che si svolge oggi presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, una delle più prestigiose istituzioni di ricerca.

La campagna prevede attività e progetti su 5 fronti cruciali per risolvere la crisi dei mari: lotta all’inquinamento, alla pesca eccessiva e a quella illegale, sostegno alla pesca sostenibile e educazione al consumo responsabile, difesa delle specie, come tartarughe e cetacei, tutela degli habitat costieri e di quelli con alto valore di biodiversità, come il Santuario Pelagos. Il lancio si collega anche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per difendere il Capitale Blu  discussi  nella prima Ocean Conference in corso in questi giorni a New York.

“La contaminazione da plastica per balene, capodogli e globicefali che vivono nel Mare Nostrum dovrebbe essere un segnale di avvertimento per la nostra salute. Già gli studi della professoressa Cristina Fossi, dell’Università di Siena, avevano dimostrato la forte concentrazione di microplastiche nell’area del Santuario Pelagos. Ma l’inquinamento da sostanze chimiche rilasciati dalle plastiche è solo uno dei pericoli che corrono i nostri mari.

Per questo vogliamo creare una GenerAzione Mare che sia consapevole dell’importanza del valore degli oceani e allo stesso tempo capace di difenderlo da chi continua a impoverirlo  – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia –  Se l’Oceano fosse un paese rappresenterebbe la settima economia mondiale. Il suo valore è stimato di almeno 24.000 miliardi di dollari tra prodotti ‘diretti’ come la pesca, e indiretti come turismo, educazione ed anche sottrazione di CO2 e biotecnologie. In questi anni abbiamo eroso questo ‘fondo di investimento pubblico’  sconosciuto, minacciando così  le generazioni future. Questa rotta distruttiva può essere invertita con azioni chiave su sviluppo sostenibile, riduzione dell’inquinamento a partire dalle micro e macro plastiche, riduzione gas serra, tutela degli habitat, recupero degli stock ittici, cooperazione internazionale, partenariati pubblici e privati e tanta informazione”.

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