Al Bambino Gesù si lavora per Charlie: telefonata mamma-medici

Gli specialesti in malattie rare dell’ospedale Bambino Gesu’ sono al lavoro con altri esperti internazionali per mettere a punto un protocollo di trattamento sperimentale per il piccolo Charlie. I medici, ha riferito la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, sono in contatto anche con alcuni esperti statunitensi. Questa mattina la mamma di Charlie ha parlato con i medici dell’ospedale romano dopo il contatto di ieri con la presidente Enoc.

“Se noi fossimo disposti a eseguire la sentenza della Corte Suprema l’ospedale inglese potrebbe accettare il trasferimento di Charlie a Roma. Ma l’ospedale Bambino Gesu’ non puo’ considerare questa opportunita”’, ha riferito Mariella Enoc. In queste ore infatti sono continuati i contatti fra la direzione dell’ospedale romano e le autorita’ inglesi, cosi’ come con la famiglia del bambino. ‘La Farnesina – ha aggiunto – ha ottenuto la stessa risposta che l’Ospedale di Londra ha dato a noi. Loro non possono trasportare il bambino a meno che non applichiamo il protocollo indicato dalla Suprema Corte, che prevede di non praticare nessuna cura al bambino e di staccare la spina. E’ ovvio che abbiamo risposto di no”.

Il primo ministro Theresa May, l’ospedale sta valutando ogni offerta – “Sono fiduciosa sul fatto che il Great Ormond Street Hospital stia valutando ogni offerta su nuove informazioni” che gli arriva considerando “il benessere di un bambino gravemente malato”. Così la premier britannica Theresa May rispondendo durante il Question Time alla Camera dei Comuni a una domanda sul caso del piccolo Charlie rivolta dalla deputata laburista Seema Malhotra che chiedeva della possibilità di trasferire il neonato ricoverato a Londra negli Usa per sottoporlo a una terapia sperimentale, evitando quindi che gli venga staccata la spina come invece hanno stabilito i medici e le autorità del Regno. Il primo ministro si è detta vicina ai genitori di Charlie e comprende il loro sforzo nel cercare di fare tutto il possibile per il piccolo ma allo stesso tempo riconosce le difficoltà per i medici che devono prendere decisioni in circostanze tanto drammatiche.

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