Attenzione al sesso orale, la gonorrea resiste agli antibiotici: è allarme, colpisce 78 mln di persone

Attenzione  alla “super-gonorrea”, oggi è la malattia sessualmente trasmessa più diffusa al mondo. Anche le infezioni sessualmente trasmissibili stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici. In particolare, la gonorrea (causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae) può risultare resistente a più antibiotici e non rispondere a nessuno dei trattamenti a disposizione. E anche nel caso della clamidia e della sifilide (causate, rispettivamente, da Treponema pallidum e da Chlamydia trachomatis) sono già stati registrati casi di resistenza agli antibiotici, tanto da rendere urgente un tempestivo intervento a scopo preventivo. A puntare i riflettori sul problema è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che proprio per rispondere alla minaccia rappresentata da questo fenomeno ha pubblicato nuove linee guida per il trattamento di queste infezioni sessualmente trasmissibili.

La gonorrea può colpire le mucose genitali, dell’ano e della faringe. La dottoressa Teodora Wi dell’agenzia Onu sulla Salute ha spiegato alla Bbc che gli antibiotici possono portare i batteri che si trovano nella parte posteriore della gola, inclusi quelli simili alla gonorrea, a sviluppare la resistenza ai farmaci. Una sorta di super gonorrea. “Quando si utilizzano gli antibiotici per trattare infezioni come un normale mal di gola, questi si mischiano con la specie Neisseria in gola e questo si traduce in resistenza. Negli Stati Uniti, la resistenza (all’antibiotico) si è verificata nei casi di uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini a causa di infezione faringea”.

“Clamidia, gonorrea e sifilide sono importanti problemi di salute pubblica in tutto il mondo, colpiscono la qualità della vita di milioni di persone, causando gravi malattie e a volte decessi”, spiega Ian Askew, direttore del Dipartimento dell’Oms che si occupa di salute riproduttiva. Fra i problemi evocati da Askew sono inclusi aborti, decessi neonatali, gravidanze ectopiche e malattia infiammatoria pelvica. Se non adeguatamente trattate, inoltre, sia la gonorrea che la clamidia possono causare infertilità sia nelle donne che negli uomini. “Le nuove linee guida dell’Oms rinforzano il [concetto secondo cui c’è] bisogno di trattare queste infezioni sessualmente trasmissibili con il giusto antibiotico, alla giusta dose, e al momento giusto per ridurre la loro diffusione e migliorare la salute riproduttiva e sessuale”.

Nel caso della gonorrea – che secondo le stime colpisce ogni anno 78 milioni di persone – il fenomeno della resistenza agli antibiotici è molto diffuso. Nel caso dei chinoloni l’inefficacia è ormai talmente comune da portare l’Oms a considerarli non raccomandabili. Il consiglio è di trattarla con l’antibiotico che, in base alla diffusione delle resistenze nell’area in cui è stata contratta l’infezione, potrebbe risultare più efficace. Nel caso della sifilide – che fa contare 5,6 milioni di nuovi casi ogni anno e che nel solo 2012 ha causato 62 mila decessi neonatali in seguito alla trasmissione dalla madre al feto – l’Oms raccomanda invece fortemente il trattamento con una singola iniezione intramuscolare di penicillina benzatina. Secondo l’Organizzazione si tratterebbe infatti del “trattamento contro la sifilide più efficace, ed è più efficace e più economico degli antibiotici da assumere per via orale”. Infine, l’Oms ha elaborato raccomandazioni specifiche per il trattamento di diverse tipologie di clamidia (genitali, anorettali, in gravidanza, linfogranuloma venereo e congiuntivite neonatale), infezione che si diffonde a un tasso di 131 milioni di nuovi casi all’anno.

Come ha sottolineato Askew, per trattare efficacemente queste infezioni sessualmente trasmissibili è però importante anche che i servizi sanitari nazionali monitorino la distribuzione della resistenza agli antibiotici all’interno dei singoli Paesi. L’Oms non manca poi di ricordare un principio fondamentale: “quando utilizzati correttamente e regolarmente, i preservativi sono uno degli strumenti più efficaci per proteggersi dalle infezioni sessualmente trasmissibili”.

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