Cancro alla prostata: eiaculazioni frequenti possono allontanare il rischio

L’attività sessuale riduce il rischio di tumore alla prostata. E non importa che si tratti necessariamente di un rapporto completo, in quanto anche la masturbazione sembra prevenire l’insorgenza della neoplasia. Importante infatti è l’eiaculazione e quindi l’eliminazione di eventuale sostanze cancerogene verso l’esterno, che altrimenti si accumulerebbero all’interno della ghiandola prostatica. Un team di medici dell’Università di Boston ha provato che masturbandosi 21 volte al mese si riduce fino al 33% la possibilità che si sviluppi il cancro alla prostata.

Recentemente, per la prima volta in Europa, forse per l’importanza riconosciuta alla masturbazione in materia di prevenzione tumorale, sicuramente per sfatare provocatoriamente un tabù, in una cittadina vicino a Copenhagen, Ishoej, si è tenuta una maratona di masturbazione, che ha interessato però entrambi i sessi. Uomini e donne dai 18 anni in su, si sono masturbati dalle 11,30 del mattino fino alle dieci di sera nella struttura per spettacoli Swingland. L’iniziativa, organizzata dalla sessuologa locale Pia Struck, si è ispirata ad una kermesse analoga negli Stati Uniti, “Masturbate-a-Thon”, che si tiene tutti gli anni dal 1998.

Ma per ritornare all’autoerotismo come prevenzione tumorale, alcuni ricercatori australiani del Cancer Council Victoria di Melbourne, già nel 2003, avevano pubblicato la ricerca sul New Scientist, concludendo che la masturbazione riduceva l’insorgenza del tumore alla prostata.
Nello studio erano stati arruolati 1079 uomini affetti da tumore e 1259 sani; a tutti i partecipanti era stato fatto compilare un questionario con diverse domande sulle loro abitudini sessuali. Graham Giles, coordinatore dello studio australiano, aveva spiegato che, in base ai dati raccolti, si era potuto concludere che, gli uomini con una intensa attività sessuale tra i venti i cinquant’anni, hanno meno probabilità di sviluppare la malattia. In particolar modo, era stato osservato che, per gli uomini intorno ai 20 anni, eiaculare più di cinque volte alla settimana, anche con la masturbazione, significava avere il 33 per cento di probabilità in meno di sviluppare il cancro alla prostata.

Altre ricerche – Anche ricercatori dell’università di Harvard e del “National Cancer Institute” degli Stati Uniti avevano ottenuto risultati positivi sulla prevenzione del tumore alla prostata da parte dell’attività sessuale. Nell’ambito di uno studio epidemiologico prospettico, che indagava le abitudini di salute di quasi 7 mila uomini tra i 46 e 81 anni, a partire dal 1992, erano state poste domande sulla frequenza con cui questi uomini eiaculavano. In un questionario inviato ogni due anni, i partecipanti allo studio dovevano indicare il numero medio di eiaculazione per mese e durante l’anno precedente. L’analisi statistica multivariata ha incluso i fattori di rischio noti per l’insorgenza del carcinoma della prostata, compresa la razza, familiarità e indice di massa corporea. Durante i successivi 8 anni quasi 1.500 uomini hanno sviluppato un cancro alla prostata, corrispondenti al 21% della popolazione studiata. Gli uomini con una frequenza eiaculatoria elevata (21 o più eiaculazioni al mese) avevano un minor rischio di sviluppare un tumore alla prostata del 70% rispetto a quelli che avevano dichiarato una minor frequenza (4 a 7 eiaculazioni al mese).

Studi precedenti retrospettivi avevano però dimostrato che un elevato numero di rapporti con partner diverse era legato ad un aumento del pericolo di sviluppare il cancro alla prostata, un pericolo che però non era legato al numero di rapporti in se ma al fatto che l’elevato numero di partner diverse esponeva ad un maggior rischio di contrarre patologie che potevano contribuire alla comparsa della neoplasia prostatica.
Oggi invece si è certi che, indipendentemente da maratone o altri eventi folcloristici, l’attività sessuale, compresa la masturbazione, sembra prevenire il tumore alla prostata.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie