Cia Toscana: vero dramma agricoltura è l’inefficienza e incapacità del sistema

Siccità, ungulati e predatori, gestione della Pac (Politica agricola comunitaria) e Psr (Programma di sviluppo rurale) e governo del territorio. La Giunta regionale della Cia Toscana lancia l’allarme per la pesante situazione delle imprese agricole toscane, che si presenta molto critica in tutti i settori produttivi. Secondo la Cia Toscana la vera emergenza è l’inefficienza e l’incapacità del sistema paese di governare razionalmente i problemi.

Negli ultimi anni la parola emergenza -dice la Cia Toscana- è stata abbinata a burocrazia, calamità, ungulati, predatori e, spesso, sono state intraprese dalle istituzioni locali, regionali e nazionali iniziative anche roboanti per affrontarle. Il risultato, ad oggi nel complesso è stato finora deludente. Salvo poi, quando ci sono i censimenti, constatare che il reddito agricolo cala, che i territori vengono abbandonati, che le aziende e le superfici coltivate diminuiscono. La vera emergenza è l’inefficienza e l’incapacità del sistema paese di governare i problemi razionalmente, con determinazione e concretezza.

Oggi si concentrano sull’agricoltura le conseguenze di tutti i problemi non risolti negli anni, e l’agricoltura toscana è in ginocchio. I problemi irrisolti sui quali da anni come Cia Toscana avanziamo proposte alle istituzioni, si chiamano cambiamento climatico, fauna selvatica, gestione della Pac, governo del territorio.

Per non ritrovarsi troppo spesso nelle emergenze siccità, serve secondo la Cia, una nuova centralità della gestione della risorsa idrica nelle politiche europee, nazionali e regionali. Superare gli anacronistici veti comunitari nei confronti degli investimenti nel settore irriguo, attuare rapidamente gli interventi nazionali per la manutenzione del territorio e del piano irriguo nazionale; oltre a promuovere il recupero, la manutenzione e l’incremento dei piccoli invasi collinari e montani. Su ungulati e predatori la Cia chiede di garantire il pieno funzionamento dei nuovi Atc, di proseguire l’allargamento della caccia di selezione, di rafforzare gli interventi di controllo ed attivare anche direttamente le “braccate” sotto la responsabilità degli Atc e la collaborazione delle squadre.

E’ necessario che la Regione Toscana metta in atto ciò che ha promesso in materia di legge obiettivo e predatori, assicurando attività efficaci di prevenzione, di controllo e di contenimento nonché pieno e tempestivo ristoro dei danni. Difficoltà anche per la gestione della Pac: le criticità del sistema amministrativo agricolo si stanno rivelando ad intensità crescente, con una Agea chiamata a gestire la rete degli organismi pagatori in forte affanno nel proporsi come vera struttura di coordinamento e di orientamento procedurale e gestionale. Sul Psr la Cia registra un generalizzato ritardo che coinvolge tutte le fasi procedimentali, dalle procedure di presentazione delle istanze, alle istruttorie, fino al rilascio dei contratti di assegnazione ed ai pagamenti.

Ad esempio è necessario completare nell’arco di poche settimane tutte le istruttorie in corso, a partire dai bandi 2015 (PIF e Pacchetto giovani). Sul governo del territorio la Cia Toscana rileva una tendenza a rimettere in discussione le innovazioni introdotte, sia attraverso i percorsi attuativi di dette norme negli strumenti di pianificazione di alcuni Comuni, che attraverso alcune discutibili proposte di modifica della L.R. 65/2014.

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