Coldiretti, a 11 mesi dal terremoto attiva una stalla su due, consegnati i buoni gasolio a produttori e allevatori

A undici mesi dalla prima scossa sono state realizzate e rese operative il 55% delle stalle necessarie per ospitare gli animali ‘sfollati a causa del crollo delle stalle. “L’Italia ha un futuro se noi abbiamo un futuro. Lo dimostra il fatto che l’agricoltura è il solo settore produttivo che fa numeri positivi”. Lo ha detto Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ad Amatrice, dove oggi ha consegnato all’imprenditore Adelio Di Marco il primo dei trecento buoni gasolio messi a disposizione delle aziende agricole e degli allevamenti per fronteggiare il fabbisogno energetico per poter lavorare i campi, fare le operazioni di raccolta e alimentare gli impianti di irrigazione accesi notte e giorno per bagnare le colture e salvarle dalla siccità.

Il gasolio verrà distribuito ad agricoltori e allevatori dei comuni colpiti dal terremoto, Amatrice, Accumoli, Cittareale, Posta, Leonessa. “Non è possibile che a 11 mesi dal sisma – ha denunciato Moncalvo – sia stata montata una stalla su due per cavilli burocratici legati alle autorizzazioni per fare le piattaforme di cemento”. Nella frazione Configno è intervenuto anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Voi agricoltori, voi allevatori siete veri eroi perché non avete abbandonato le stalle, siete rimasti al lavoro nelle vostre aziende. Mi vengono i brividi – ha detto Pirozzi – ripensando a quel 18 gennaio quando, sotto la neve, si è ripresentato il mostro, facendo tremare la terra. Ma gli allevatori non hanno mai pianto, come non ha mai pianto il sindaco.

L’economia cittadina riparte da qui, dai vostri sacrifici, dalla natura, dalla terra. Restare qui, dove siamo sempre stati, è il modo più giusto per rispettare le 239 persone che dal 24 agosto scorso non ci sono più”. Il gasolio consegnato oggi servirà ad Adelio Di Marco per trebbiare il grano del suo podere. Molti dei trecento beneficiari dei buoni utilizzeranno il gasolio per garantire acqua alle loro coltivazioni minacciate dalla siccità che anche ad Amatrice sta mettendo a dura prova, dopo il terremoto, il sistema agricolo locale. Nel comprensorio amatriciano è crollata del 60% la raccolta del fieno che gli allevatori saranno quindi costretti a comprare sul mercato. Il carburante che in questi giorni sarà distribuito da Coldiretti, dai Consorzi Agrari e da Eurocap Petroli sarà utilizzato per bagnare il foraggio, in particolare il mais, per alimentare il bestiame durante il prossimo inverno.

Secondo l’analisi della Coldiretti sono stati realizzati anche il 53% dei fienili provvisori necessari nelle campagne dove durante l’inverno si è verificata “una vera strage di animali per l’effetto congiunto delle scosse e del maltempo che hanno fatto crollare le stalle e costretto gli animali al freddo e al gelo. Negli allevamenti ora invece bisogna fare i conti con il caldo che aumenta lo stress per gli animali sistemati all’aperto o sotto tendoni privi di sistemi di refrigerazione e con difficoltà anche per garantire la disponibilità di acqua”. In difficoltà – sottolinea l’organizzazione agricola – anche le piccole strutture di trasformazione artigianali, dal latte alla carne fino alle conserve, “che non hanno voluto delocalizzare sulla costa, ma che lottano per garantire la continuità nella produzione”.

“A pesare – sostiene la Coldiretti – è anche la situazione di crisi in cui versa l’intera offerta turistica delle zone terremotate che fondava il suo successo sulle sinergie tra cultura, ambiente e qualità alimentare. Secondo il monitoraggio della Coldiretti solo il 57% degli agriturismi danneggiati dal sisma ha ripreso l’attività in maniera completa”.

“Occorre accelerare nel completamento delle strutture provvisorie necessarie alla sopravvivenza delle aziende e alla ripresa del lavoro e dell’economia del territorio”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel sottolineare “che nell’immediato occorre un impegno a livello di promozione per riportare i turisti italiani e stranieri in queste aree”.

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