Emergenza acqua, Cia Roma: Si avvicina lo stop ai prelievi dal Lago di Bracciano

Si avvicina lo stop ai prelievi dal Lago di Bracciano e l’ipotesi di riduzione nella fornitura da parte di Acea si fa concreta: “Agricoltura in ginocchio per la siccità, così si peggiora una situazione già critica”.

C’è preoccupazione per la mancanza di soluzioni all’emergenza acqua nella Capitale, con il rischio concreto di razionamento drastico delle erogazioni da parte di Acea. Così si andrebbe ad aggravare una situazione già da bollino rosso, con l’agricoltura stremata dalla grave siccità e perdite su quasi un terzo dei raccolti. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani di Roma, dopo che il Tribunale delle Acque ha respinto il ricorso presentato da Acea contro l’ordinanza della Regione Lazio che vieta i prelievi dal Lago di Bracciano (ormai considerato a rischio ambientale) a partire dalla mezzanotte di stasera.

E’ una crisi che si somma a un’altra crisi -dice la Cia-. Nelle ultime settimane, tra siccità e incendi, i danni al settore primario hanno superato abbondantemente i 500 milioni di euro e il Lazio è una regioni più colpite, tanto che ha chiesto lo stato di calamità. Ora lo spettro del razionamento dell’acqua non fa che peggiorare il quadro.

Tra l’altro -aggiunge la Cia- la verità è che il razionamento, con la turnazione nella fornitura dell’acqua, non risolve la questione. Bisogna pensare a soluzioni strutturali che richiedono una programmazione sistematica. Perché il problema vero, a Roma e in tutt’Italia, è la dispersione idrica, con reti obsolete che andrebbero ammodernate e adeguate alla situazione attuale e la necessità di creare nuovi ed efficienti bacini di invaso e accumulo.

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