Il cioccolato eccellente alleato della memoria e cervello

Mangiare cioccolato fondente fa bene alla salute. Il cioccolato è apprezzato non solo per il suo sapore, ma anche per il suo valore terapeutico sin dai tempi degli Aztechi. Un recente studio sui potenziali usi terapeutici del cioccolato indica che potrebbe essere utile per migliorare la memoria. La chiave sta nei flavanoli (o flavonoidi), una classe di composti naturali con effetti neuroprotettivi. E’ quanto emerge da una ricerca, dell’Universita’ dell’Aquila, pubblicata su Frontiers in Nutrition.

I ricercatori Valentina Socci e Michele Ferrara hanno esaminato la letteratura disponibile sugli effetti della somministrazione di flavonoidi del cacao in diversi ambiti cognitivi. Dai trial esaminati su un consumo intenso è emerso un miglioramento nella ‘memoria di lavoro’, fondamentale per risoluzione di problemi di calcolo e di ragionamento, e nell’elaborazione delle informazioni visive. Nelle donne, poi, consumare cacao dopo una notte insonne aiutava a contrastare la minore precisione nell’esecuzione dei compiti.

Gli antiossidanti del cioccolato sono alleati del cervello. Consumare ogni giorno flavonoli (cioè le sostanze antiossidanti) del cacao, all’interno di una dieta bilanciata e controllata dal punto di vista calorico, aiuta a mantenere il cervello giovane e reattivo e può frenare il declino della memoria nelle persone di una certa età, ringiovanendola dopo una ”cura” di tre mesi a base di questi flavonoidi. A dimostrarlo uno studio del 2014 condotto da Scott Small, neurologo al Columbia University Medical Center, e pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience.

Gli esperti hanno somministrato quotidianamente a un gruppo di persone di 50-69 anni una bevanda contenente 900 milligrammi di flavonoidi e poi ne hanno testato la memoria varie volte, all’inizio dello studio e per i tre mesi successivi. È emerso che coloro che avevano assunto questo mix di antiossidanti estratti dal cioccolato presentano miglioramenti consistenti della memoria fino anche a vedere scomparire il fisiologico declino cognitivo che colpisce tutti con l’età. La loro memoria risulta comparabile a quella di un 30-40enne dopo tre mesi di integrazione nutrizionale.

“Sarebbe del tutto superfluo lanciarsi sul consumo sfrenato di cioccolato – dichiara Scott Small – per ottenere gli stessi effetti, le dosi di flavonoidi utilizzate nello studio sono elevate e bisognerebbe mangiare tantissima cioccolata per arrivare ad assorbire quantità efficaci di antiossidanti, conclude Small.

Dunque, cioccolato sì, ma con moderazione. Più libertà, come sempre, agli sportivi e a chi conduce una vita attiva, ma anche in questo caso non sono giustificati gli eccessi. E’ inoltre buona regola rispettare le seguenti indicazioni:

scegliere un cioccolato con un contenuto in cacao pari o superiore al 65%, aumentando poi gradualmente tale percentuale; in questo modo si dà tempo al palato per abituarsi. Educandolo in questo senso, cosa assolutamente fattibile con un po’ di pazienza, diminuirà anche l’attrazione nei confronti dei dolciumi e degli alimenti particolarmente dolci, con ulteriori ripercussioni benefiche sulla salute.

Inoltre nei soggetti testati il flusso di sangue al cervello in un’area chiave per la memoria, il ‘giro dentato’, risulta aumentato, segno che quella regione ha potenziato la propria attività in seguito alla cura. Insomma ci sono solo lati positivi nel mangiarlo e in più non ingrassa, anzi aiuterebbe anche a perdere peso perché ha un potere saziante. Qualche controindicazione c’è: chi soffre di gastrite, di reflusso o di disturbi all’intestino deve stare attento perché potrebbe avere un effetto irritante. Ma la vera fregatura è per chi ama il cioccolato al latte. Diversi studi hanno infatti dimostrato che tutti gli effetti positivi si azzerano con il cioccolato al latte, dato che i maggiori benefici sono dati dal cacao.

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