Ricostruita laringe usando i muscoli del collo, primo caso in Italia

Ricostruzione della laringe (laringoplastica) con i muscoli del collo presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino: una rivoluzione nel campo della patologia oncologica della laringe. Si tratta – spigano i medici – di una vera rivoluzione nel campo della patologia oncologica della laringe. I benefici per i pazienti sono enormi: ripresa fonatoria e deglutitoria in tempi rapidissimi, rispetto a quelli che si hanno con la tecnica utilizzata fino ad oggi.

L’operazione è stata eseguita dal professor Giancarlo Pecorari presso l’Otorinolaringoiatria universitaria dell’ospedale Molinette, diretta dal professor Roberto Albera. A differenza degli altri interventi di laringectomia subtotale, questa innovativa tecnica chirurgica prevede la completa ricostruzione della laringe con i muscoli del collo. Questo intervento, che è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Università di Lione, ha consentito di operare un paziente di 73 anni, affetto da recidiva di tumore laringeo. Questo paziente, che fino a poco tempo fa sarebbe stato sottoposto all’asportazione subtotale o totale della laringe, dopo circa 10 giorni dall’operazione è tornato alla sua normale attività lavorativa e di relazione.

I tumori maligni della laringe sono i più frequenti tumori del distretto testa- collo; rappresentano circa il 2,5% di tutte le neoplasie maligne nell’uomo e lo 0,5% nella donna. In Italia attualmente vengono diagnosticati circa 5.000 nuovi casi di tumore della laringe ogni anno, con una frequenza nel sesso maschile circa 10 volte superiore rispetto al sesso femminile. Sono patologie dell’età adulta-avanzata, interessando per lo più soggetti con età compresa tra 50 e 70 anni.

Il principale fattore di rischio è indiscutibilmente il fumo di sigaretta, che secondo recenti studi sembra aumentare la probabilità di contrarre la malattia fino ad oltre 30 volte rispetto ai soggetti non fumatori. Un ruolo importante è svolto anche dall’abuso di alcool. Recenti evidenze scientifiche attribuiscono un ruolo anche al papilloma virus, in particolare il ceppo HPV 16.

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