Tumore alla vescica: esperti: “Attenzione ai campanelli d’allarme”, primo segnale sangue nelle urine

Il 37% degli italiani non ha mai sentito parlare del tumore alla vescica, il 68% pensa che sia una forma di cancro inguaribile, più di due connazionali su tre non sanno che si può prevenire e solo un italiano su quattro considera il fumo una possibile causa di questa neoplasia pur essendo, in realtà, il principale fattore di rischio. È quanto emerge dai risultati di un sondaggio promosso dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e presentato al Ministero della Salute.

Il principale segnale è la presenza di sangue nelle urine, visibile a occhio nudo o solo al microscopio, senza dolore. Altri sintomi iniziali possono essere la necessità di urinare più frequentemente, l’urgenza, il dolore o la difficoltà nel farlo: Solo il 29% informa il proprio medico.

L’indagine è presentata oggi in un convegno al ministero della Salute e fa parte di Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul tumore uroteliale, la prima mai realizzata nel nostro Paese e resa possibile da Roche. Si è articolata attraverso diverse iniziative volte ad aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini. Sono stati distribuiti opuscoli informativi su tutto il territorio nazionale, realizzato un mini sito con i consigli degli oncologi sul sito ufficiale Aiom, coinvolti oltre 7.500 camici bianchi della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) e attivata una forte campagna sui social media. In più nelle piazze di Roma, Firenze, Bari e Torino sono stati organizzati eventi speciali in cui si sono esibiti otto ballerini professionisti (della scuola IALS di Roma) con performance che hanno racchiuso una serie di messaggi volti a favorire l’importanza della cura del proprio corpo e della salute.

Sette italiani su dieci non sanno ancora che attraverso stili di vita sani è possibile evitare il cancro. Infatti il 24% fuma regolarmente e, tra i tabagisti, la metà consuma almeno un pacchetto al giorno di sigarette. Questo pericoloso vizio è la causa di circa il 50% di tutti i tumori del tratto urinario. Ma contro il cancro bisogna sempre giocare d’anticipo: la presenza di sangue nelle urine (ematuria) rappresenta un campanello d’allarme. Il persistere o ripetersi di questo fenomeno, soprattutto in persone considerate a rischio, deve rappresentare un segnale forte che non può e non deve essere sottovalutato. Tuttavia solo il 29% degli italiani informa il proprio medico di fiducia di questa situazione.

Per contrastare la neoplasia vanno avviati al più presto nuovi studi clinici che individuino come ottenere sempre più diagnosi precoci soprattutto per le persone considerate ad alto rischio di sviluppare la malattia. Tra di loro ci sono alcune specifiche categorie di lavoratori. In Italia circa un quarto di tutti i casi è attribuibile a esposizioni ad alcune sostanze chimiche utilizzate nell’industria tessile, dei coloranti e della gomma e del cuoio. Chi per motivi professionali è costretto a passare diverse ore a stretto contatto con queste sostanze deve prestare ancora più attenzione alle proprie urine e sottoporsi regolarmente ad esami e accertamenti. Il numero di carcinomi alla vescica d’origine professionale è, infatti, in aumento soprattutto tra le donne.

Finora questa neoplasia in fase avanzata è stata principalmente trattata con la chemioterapia, ma non sempre in modo ottimale, a causa della presenza di alcune complicanze come l’insufficienza renale. È difficile da curare perché colpisce soprattutto persone anziane e quindi spesso afflitte da altre malattie. Studi clinici hanno evidenziato, anche in questa patologia neoplastica, il ruolo dell’immunoterapia con l’introduzione di anticorpi anti-PD1 e anti-PD-L1, in grado di ripristinare la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e aggredire il cancro. Questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci e meglio tollerati rispetto alla tradizionale chemioterapia.

La neoplasia della vescica è il quarto tumore più frequente nell’uomo e la seconda neoplasia più frequente a carico dell’apparato urinario. È considerata l’ottava causa di morte per tumore. Al momento della diagnosi il 70% dei pazienti presenta una neoplasia non infiltrante gli strati profondi della vescica. Le principali cause dello sviluppo di un tumore vescicale sono:

  • Fumo. Il fumo è il più importante fattore di rischio, responsabile del 60% circa dei casi. L’incidenza di tumore della vescica è direttamente correlata alla durata del fumo, al numero di sigarette fumate, all’età precoce di inizio e al fatto di essere stati esposti a fumo passivo durante l’infanzia.
  • Esposizione professionale. Il secondo più importante fattore di rischio per questa neoplasia è rappresentato dall’esposizione a sostanze chimiche, soprattutto derivati del benzene e amine aromatiche.
  • Radioterapia pelvica. È stato registrato un aumento di incidenza di neoplasia secondaria della vescica in uomini o donne sottoposti a radioterapia pelvica per neoplasie ginecologiche e neoplasie della prostata.
  • Fattori dietetici. L’incidenza di neoplasia vescicale è inferiore nei soggetti che consumano abbondanti quantità di frutta e verdura.
  • Schistosomiasi urinaria. Infezione parassitaria presente in modo endemico in Africa, Asia, Sud America che risulta associata allo sviluppo di neoplasia della vescica di tipo squamoso.
  • Chemioterapia. L’utilizzo di ciclofosfamide, un agente antineoplastico utilizzato nelle malattie linfoproliferative, è correlato allo sviluppo (con una latenza di 6-13 anni) di neoplasia della vescica.
  • Rappresentano altri fattori di rischio:  l’esposizione cronica alle amine aromatiche e nitrosamine (frequente nei lavoratori dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio), eventuali radioterapie che hanno coinvolto la pelvi, l’assunzione di alcuni farmaci come la ciclofosfamide e la ifosfamide. Anche la dieta gioca un ruolo importante: fritture e grassi consumati in grande quantità sono infatti associati ad un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie