Vaccini: Lorenzin, decreto urgente passato senza voto fiducia

Con il decreto vaccini approvato dal Senato “torna l’obbligatorietà dei vaccini, ma soprattutto diamo una risposta a un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni”, ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di Palazzo Madama al provvedimento.

Secondo il ministro questo decreto non è “un tema di un partito o di una maggioranza, ma è di tutta la nazione”. “E’ un ampio consenso – sottolinea – che riconosce l’autorità scientifica”. E aggiunge: “E’ un passo molto importante, che ci aiuterà nei prossimi anni a recuperare quel gap di informazione che abbiamo purtroppo accumulato negli ultimi 17 anni, che ci ha portato ai tassi così bassi per i quali abbiamo oggi le epidemie in atto del morbillo”.

“L’Italia – ha aggiunto – ha così reintrodotto l’obbligatorietà vaccinale, con un lungo dibattito in Senato su un decreto su cui non è stata posta la fiducia e su cui abbiamo avuto un larghissimo voto di maggioranza e trasversale. Il messaggio chiaro agli italiani è che bisogna tornare a vaccinarsi per mettere in sicurezza la collettività e i nostri bambini. E’ anche una risposta a un’epidemia in atto, quella del morbillo, che in questo momento purtroppo conta 3.672 casi e tre decessi”.

“Verrà fatto – ha sottolineato Lorenzin – un grande sforzo con il mondo della scuola, gli operatori sanitari, i pediatri e i medici di medicina generale per informare le famiglie e i genitori, per colmare il gap di immunizzazione che ci ha costretto a fare questo decreto e a tornare all’obbligatorietà. Sono molto fiduciosa e lo dico alle famiglie: è un provvedimento a tutela dei bambini italiani, tutti, anche di quelli che non possono essere vaccinati”.

Lorenzin è intervenuta anche su Twitter sottolineando che la reintroduzione dell’obbligo dei “#vaccini è un fatto storico per l’Italia e sarà da esempio in Europa. Verità scientifiche vincono su post verità”. Il voto finale della Camera è previsto per venerdì 28 luglio, alle 12. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo della Camera, registrando un accordo di tutti i Gruppi in tal senso.

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