VW, esplode un nuovo scandalo emissioni in Germania: ipotesi cartello

#Dieselgate Tornano nell’occhio del ciclone le case automobilistiche tedesche: ed è di nuovo scandalo. Secondo una recente inchiesta partita dalle rivelazioni di VW, sin dagli anni ’90 le cinque aziende  avrebbero segretamente stretto accordi per truccare i dati sulle emissioni auto.

Dal 2015 Altroconsumo lotta per la trasparenza del sistema automobilistico nel mercato europeo e da luglio ha aperto le adesioni alla class action contro VW. Già oltre 30mila hanno contattato l’organizzazione per dettagli. Se Volkswagen dovesse pagare un euro per tutte le volte che il vertice dell’azienda è intervenuto con dichiarazioni sul tema trasparenza, a quest’ora il fondo VW parla sarebbe decisamente consistente. Ma alle persone interessano i fatti, documentati e comprovati. E i fatti sono cristallini: l’azienda tedesca deve risarcire gli automobilisti italiani ed europei per la vicenda #Dieselgate, come già fatto con i cittadini USA; risarcimento dovuto alle 650mila persone in Italia e che hanno acquistato auto dalle prestazioni diverse e peggiorative da quelle dichiarate, volutamente manomesse dal Gruppo VW.

A tre settimane dall’apertura della raccolta di adesioni formali alla class action di Altroconsumo ammessa dal Tribunale di Venezia, sono circa 18mila le persone che hanno iniziato l’iter per perfezionare l’adesione. Alle parole vuote di VW seguono i fatti di chi vuole giustizia.
Intanto sul fronte istituzionale Altroconsumo chiede alla Commissione europea e alle Autorità nazionali di fare al più presto chiarezza sull’ipotesi di cartello tra case automobilistiche tedesche di cui si legge in queste ore. Per sua stessa ammissione, VW ha alterato le prestazioni delle auto con motore EA189, ha mentito ai consumatori italiani ed europei violando le regole della concorrenza comunitaria e, per questo, è stata sanzionata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con una multa di 5 milioni di euro.

#PretendiGiustizia Ora VW è chiamata a risarcire gli ingenti danni a milioni di consumatori di fronte ai Tribunali di Italia, Belgio, Spagna e Portogallo a seguito delle class action promosse da Altroconsumo, Test-Achats, OCU e Deco. La prima class action europea dichiarata ammissibile è proprio quella di Altroconsumo: gli oltre 650.000 proprietari italiani di auto del Gruppo VW coinvolte nel Dieselgate possono aderire gratuitamente sul sito Altroconsumo entro la fine di settembre, ma devono affrettarsi.

Commenta Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne Altroconsumo: “Già oltre 30mila consumatori italiani si sono attivati per aderire alla nostra class action. Chiediamo a tutte le istituzioni, gli organi di stampa pubblici e privati ma anche ai market player che abbiano veramente a cuore la correttezza, la trasparenza e la sostenibilità del mercato, di aiutarci a comunicare questa opportunità al numero più ampio possibile di consumatori in modo che la massa critica di aderenti alla class action possa contribuire a diradare finalmente le fitte nebbie costruite dalle trame lobbistiche che stanno rischiando di compromettere l’operato delle istituzioni nell’interesse dei cittadini.”

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