Zurigo, ecco il primo cuore artificiale realizzato in silicone

Realizzato il primo cuore artificiale costriuto interamente in silicone grazie a una stampante 3D, pesa 390 grammi e riproduce fedelmente forma e dimensioni di quello umano. A svilupparlo ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ).

Grazie alla sua particolare struttura interna è in grado di contrarsi ritmicamente per pompare il sangue, ma ancora non riesce a ‘vivere’ per più di mezz’ora. Lo dimostrano i primi test condotti, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Artificial Organs.

Questo era solo un test di fattibilità”, ha spiegato Cohrs. “Il nostro obiettivo non era creare un cuore pronto per essere impiantato ma indicare una nuova direzione nello sviluppo di cuori artificiali. Al momento, però, la ricerca dell’Eth non punta tanto a una sostituzione integrale: il trapianto, dicono gli studiosi, al momento resta la soluzione migliore. Ma la loro idea potrebbe rappresentare un “ponte” in grado di garantire tempi di attesa più lunghi in attesa di un donatore compatibile.

Le pompe attualmente disponibili, usate come soluzione ponte in attesa del trapianto, sono dispositivi per lo più rigidi, con parti meccaniche che possono creare complicazioni e soprattutto fanno fluire il sangue in maniera continua, senza il battito fisiologico. Per questo motivo “abbiamo voluto sviluppare un cuore artificiale che fosse grande quanto quello del paziente e che lo imitasse il più possibile nella forma e nella funzione”, sottolinea Cohrs. È nato così il cuore di silicone stampato in tre dimensioni con tecnica di fusione a cera persa: dotato di un volume di 679 centimetri cubi, ha una struttura interna complessa, con i due ventricoli separati da una terza camera che viene gonfiata e sgonfiata con aria pressurizzata per dare la contrazione meccanica necessaria a pompare il sangue.

Sono 26 milioni le persone nel mondo che, secondo i dati dell’ETH Zürich, soffrono di insufficienza cardiaca e i donatori non bastano a soddisfare la richiesta. Difficile dire quando la prospettiva di un cuore stampato in 3D diventerà realtà al punto da essere inserito nei protocolli medici, tuttavia questa importante ricerca (il cui risultato era solo un test di fattibilità) potrebbe rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo di cuori artificiali più sicuri e biocompatibili.

In laboratorio l’organo artificiale morbido è stato collegato a un circuito idraulico che imita l’apparato circolatorio e, durante i test, ha dimostrato di contrarsi e funzionare in modo del tutto simile al cuore naturale. L’unico problema è che riesce a lavorare per poco più di mezz’ora, perché il monoblocco di silicone resiste soltanto per circa 3000 battiti. Secondo i dati dell’ETHZ, nel mondo 26 milioni di persone soffrono d’insufficienza cardiaca e i donatori sono rari.

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