Autocertificazione per i vaccini, è sufficiente inviare una mail alla Asl

Autocertificazione per i vaccini – fatti o da fare – più semplice per i genitori che si preparano per il nuovo anno scolastico, il primo che prevede 10 vaccinazioni obbligatorie per le iscrizioni da 0 a 16 anni. Il ministro della Salute ha infatti messo a punto una circolare per semplificare le procedure e superare le difficoltà legate all’organizzazione sanitaria. Ad esempio, i genitori che devono autocertificare la prenotazione dell’iniezione potrebbero semplicemente limitarsi a dimostrare di aver contattato la Asl (con la posta elettronica certificata) pur non avendo ancora ottenuto l’appuntamento.

“Con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin abbiamo parlato della circolare”, riferisce all’AdnKronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, che ha incontrato la responsabile del dicastero insieme ai pediatri della Fimp proprio per un confronto sulle modalità applicative della nuova legge e sugli interventi necessari per superare gli eventuali problemi pratici di professionisti e cittadini.

“Nella circolare sull’autocertificazione – aggiunge Scotti – ci saranno una serie di indicazioni per rendere semplice la procedura, a fronte delle difficoltà che si potrebbero avere con un grande afflusso ai centri vaccinali. In questo modo non si lascia il ‘cerino’ della difficoltà organizzativa in mano al cittadino che si è attivato per avere una risposta. Ma si consente, attraverso meccanismi più semplici possibile, di accedere all’autocertificazione. Nella circolare ci sarà anche l’indicazione alle Asl per una maggiore collaborazione in tema con medici di famiglia e pediatri”.

Nel corso dell’incontro i medici di famiglia e i pediatri hanno illustrato al ministro il progetto di ‘sostegno ai medici’ del board del ‘Calendario della vita’, costituito dalle diverse categorie mediche coinvolte nel questione vaccini. Il gruppo si riunirà mercoledì per mettere a punto ‘circolari’ rivolte ai professionisti per rispondere alle diverse esigenze di chiarimento che, di volta in volta, si presenteranno nell’applicazione della legge e che, spiega Scotti, “hanno bisogno di risposte tecniche nell’ambito della professione”. Beatrice Lorenzin, ha concluso il leader sindacale, “ha ritenuto corretto da parte della professione affrontare il tema con indicazioni tecniche a partire dalla realtà degli studi medici. In seguito ci confronteremo anche con Aifa e Iss”.

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