Colesterolo alto: Una manciata di mandorle aiutano ad abbassarlo

Mangiare mandorle fa diminuire il colesterolo. Il merito è delle proprietà antiossidanti, la cui presenza era già nota nella frutta a guscio. Per la prima volta, però, uno studio condotto da enti di ricerca canadesi e californiani, pubblicato sul Journal of Nutrition, ne ha confermato gli effetti benefici su persone con elevati livelli di colesterolo.

La più recente in ordine di tempo è una ricerca che appare sul Journal of Nutrition e descrive come un consumo regolare di mandorle possa contribuire a innalzare i livelli di colesterolo HDL, quello buono, mentre contemporaneamente migliora il modo in cui il colesterolo viene rimosso dall’organismo. Molti studi avevano già dimostrato che una dieta che include le mandorle abbassa i livelli di colesterolo cattivo, LDL, ma ancora poco si sapeva del ruolo di questa frutta a guscio sul colesterolo HDL, che contribuisce ad abbassare il rischio di malattia cardiaca. Penny Kris-Etherton e colleghi della Pennsylvania State University hanno indagato.

Gli scienziati hanno sottoposto alla “cura alle mandorle” circa due dozzine di volontari verificando gli effetti su alcuni biomarcatori dell`ossidazione cellulare. Lo hanno fatto attraverso una dieta diversificata e casuale somministrata per un mese. Un gruppo ha ricevuto una dose intera da 73 grammi giornalieri di mandorle, un altro solo mezza dose, il terzo, il campione di controllo, si è dovuto “accontentare” di un muffin, tipico dolce americano, che avesse lo stesso contenuto calorico ma nessuna traccia dei poteri nutritivi delle mandorle. Non solo. Per verificare che tutti seguissero le stesse indicazioni sono state stilate regole rigorose, dal regime alimentare all`esercizio fisico quotidiano.

Alla fine del trattamento sono stati confrontati i risultati delle analisi del sangue e delle urine. Nei volontari con la dieta più ricca di mandorle sono state trovate le concentrazioni più basse dei due marcatori dello stress ossidativo, la malondiadeide (MDA), un sottoprodotto naturale generato dalla degradazione dei grassi, e di isoprostani urinari, anch`essi un indicatore legato allo stesso processo di ossidazione dei lipidi. Il primo valore era diminuito di circa il 19%, il secondo addirittura del 27%, una riduzione osservata persino nel gruppo che aveva ricevuto metà dose di mandorle.

Dopo aver stabilito con esattezza le proprietà antiossidanti delle mandorle, i ricercatori vogliono ora mettere in luce anche quali altre potenzialità possiede il frutto ricco di vitamina E e di componenti polifenoliche, come i flavonoidi. Quindi nessun consiglio per una dieta a base di mandorle. Bisognerà pazientare ancora, in attesa di indicazioni certe o di un estratto che ne contenga i principi nutritivi in giuste dosi.

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