Dormire poco aumenta il rischio diabete nei bambini

Solo il 68,4 % dei bambini dorme in modo adeguato, e dormire meno del necessario comporta il rischio di incorrere in patologie come diabete, obesità e disturbi vascolari. Secondo uno studio condotto da Christopher Owen, della St George’s, University di Londra, dormire un po’ di più potrebbe ridurre il rischio di diabete nei bambini.

Dallo studio è emerso, infatti, che i bambini che dormono un’ora in meno a notte in media, hanno un maggior rischio di sviluppare la malattia, presentano una glicemia più alta e un maggior livello di resistenza all’ormone che regola la concentrazione di zucchero nel sangue, l’insulina.

I ricercatori hanno coinvolto 4.525 bambini di 9-10 anni e confrontato diversi parametri chiave del metabolismo con le ore di sonno dormite in media dai bambini di notte durante la settimana. Hanno così riscontrato che dormire un’ora in meno è collegato a un aumento della glicemia, aumento della resistenza all’insulina, maggiore peso corporeo e più massa grassa.

I ricercatori hanno anche stimato i benefici per il metabolismo offerti dal dormire mezz’ora in più in media per notte: hanno calcolato che 30 minuti in più di sonno per notte potrebbero essere associati a una riduzione di 0,1 kg/metro quadrato dell’indice di massa corporea (parametro usato per capire se una persona è normopeso o sovrappeso e che si calcola dividendo il peso dell’individuo per la sua altezza moltiplicata per se stessa) e una riduzione dello 0,5 per cento nella resistenza all’insulina. Si tratta di riduzioni significative e con un possibile impatto a lungo termine per la salute dei bambini.

La carenza assoluta di insulina è incompatibile con la vita. Una diagnosi precoce e un trattamento insulinico tempestivo sono di notevole importanza.

I sintomi principali di allarme che necessitano di una consultazione medica sono:

– la poliuria, aumento della quantità di urine con aumento della frequenza delle minzioni;
– la polidipsia, sete eccessiva con aumento dell’assunzione di liquidi;
– la polifagia, fame eccessiva con aumento dell’assunzione di cibo;
– il dimagrimento;
– i dolori addominali non riconducibili ad altre patologie.

Nei casi più gravi può essere presente uno stato confusionale, l’alterazione di alcune funzioni mentali, fino al coma (coma chetoacidosico). I sintomi dipendono dallo stadio a cui è arrivata la malattia e dal tipo di diabete mellito di cui si s

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