Fusione Bayer Monsanto, Ue dice no!

La Commissione Ue blocca la fusione tra Bayer e Monsanto e apre un’indagine approfondita sull’operazione. L’Antitrust Ue ha infatti la preoccupazione che il nuovo colosso che nascerebbe dalla fusione limiti la concorrenza nei settori delle sementi, dei pesticidi e dei tratti agronomici.

La fusione Bayer-Monsanto darebbe vita, avverte l’Antitrust Ue, alla società integrata più grande del mondo di pesticidi e sementi, mettendo insieme due concorrenti già alla guida dei settori degli erbicidi non selettivi, sementi e tratti agronomici, oltre all’agricoltura digitale. Inoltre l’operazione avverrebbe in un contesto industriale dove sono già molte le concentrazioni globali, dopo le fusioni tra Dow e Dupont e ChemChina e Syngenta.

La Commissione ha quindi “preoccupazioni preliminari” che l’operazione “possa ridurre la concorrenza in una serie di diversi mercati che porterebbero a prezzi più alti, qualità inferiore, meno scelta e meno innovazione”. Bruxelles vuole anche vederci più chiaro se l’accesso di agricoltori e distributori ai concorrenti del maxicolosso dell’agrochimica diventerà più difficile dopo la fusione, se questi dovessero legare le vendite delle sementi ai pesticidi. La Commissione Ue ha ora tempo sino all’8 gennaio 2018 per prendere una decisione finale sulla fusione. Gli impegni presentati da Bayer e Monsanto lo scorso 31 luglio a Bruxelles per rispondere alle sue preoccupazioni preliminari sono infatti stati ritenuti insufficienti.

Bruxelles vuole anche vederci più chiaro se l’accesso di agricoltori e distributori ai concorrenti del maxicolosso dell’agrochimica diventerà più difficile dopo la fusione, se questi dovessero legare le vendite delle sementi ai pesticidi. Un’operazione da circa 66 miliardi di euro, una delle maggiori del settore agricolo e la più grande acquisizione della storia da parte di un gruppo tedesco.  Poche ripercussioni in Borsa. A Francoforte il titolo di Bayer mantiene i guadagni visti in mattinata e cresce di oltre due punti.

Coldiretti: “63% sementi in mano a 3 multinazionali” “Con la fusione tra Bayer e Monsanto, tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, oggi il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi sono nelle mani di sole tre multinazionali, con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori”. E’ quanto afferma la Coldiretti, nel commentare positivamente la decisione della Commissione Ue di aprire un’indagine approfondita sull’operazione, per verificare se la fusione tra Bayer e Monsanto limiti la concorrenza nei settori delle sementi e degli agrofarmaci. “Una preoccupazione reale anche per l’Italia – sottolinea la Coldiretti – La concentrazione nelle mani di poche multinazionali su mercati sensibili come quelli delle sementi mette a rischio la sovranità alimentare e la biodiversità dei singoli Paesi”.

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