Il cibo per cani e gatti responsabile dell’inquinamento?

Il cibo per cani e gatti può contribuire ai cambiamenti climatici. A sostenerlo uno studio californiano che ha preso in esame la sostenibilità del cibo a base di carne per cani e gatti. Alimentarli, dicono i ricercatori, produce solo negli Stati Uniti 64 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, pari alle emissioni prodotte da oltre 13 milioni e mezzo di automobili. Troppo cibo a base di carne. La produzione di carne ha un impatto ambientale notevole perché, rispetto agli alimenti di origine vegetale, richiede una maggiore consumo di acqua, energia e suolo, con conseguente aumento di emissioni inquinanti.

Secondo le stime della ricerca, negli Stati Uniti ci sono 77,8 milioni di cani e 85,6 milioni di gatti, che spesso mangiano alimenti di origine animale. Ecco perché “non è più possibile escluderli dai calcoli” che definiscono l’impatto ambientale dovuto alla produzione di cibo. Gli animali domestici consumano, secondo la ricerca, quanto 62 milioni di americani (circa un quinto dell’intera popolazione). I cuccioli di casa, inoltre, consumano mediamente più alimenti di origine animale delle persone stesst (il 33% del totale contro il 19% dell’uomo).

Dai risultati della ricerca emerge, che la dieta di cani e gatti rappresenta una porzione significativa dell’energia spesa negli Stati Uniti per produrre derivati della carne. Un problema con cui si dovrà fare i conti, visto l’aumento della popolazione di animali domestici e quella che lo studio definisce “umanizzazione”, ossia la tendenza a trattare come umani i migliori amici dell’uomo: non è un caso che anche fra cani e gatti siano in crescita i casi di obesità.

La stima arriva da uno studio condotto dal professor Gregory Okin dell’Università della California, Los Angeles, pubblicato su Plos One. Dalla ricerca emerge che cani e gatti sono responsabili per il 25-30% dell’impatto ambientale dovuto al consumo di carne negli Stati Uniti. Se Fido e Micio formassero un Paese a sé, sarebbero la quinta nazione al mondo per consumo di carne. Solo considerando i cani e i gatti americani.

Molte persone cercano di ridurre il consumo di carne come scelta più sostenibile per l’ambiente, spiega il ricercatore, ma pochi si chiedono quanto pesi sull’ambiente la carne usata per produrre alimenti per i “migliori amici dell’uomo”. “Non sto consigliando di sbarazzarsi di cani e gatti o di farli diventare vegetariani”, sottolinea Okin, “ma dobbiamo considerare che oltre a produrre molti benefici, questi animali hanno anche un enorme impatto ambientale”.

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