Morbillo, continua lʼepidemia: 86 nuovi casi in una settimana

I casi di morbillo continuano a crescere. Sono arrivati a 4mila e uno dall’inizio dell’anno, nella settimana tra il 3i luglio e il 6 agosto, sono arrivati a 4.087. Lo indica l’ultimo bollettino a cura del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss), basato sui dati del Sistema di sorveglianza integrata morbillo e rosolia.

Nel 2017 ci sono stati 3 morti per l’infezione. L’89% dei pazienti non era vaccinato, il 6% era invece vaccinato con 1 sola dose. Inoltre il 35% ha avuto almeno una complicanza, il 42% è stato ricoverato e il 22% è stato visitato in pronto soccorso. Salgono a 275 i casi tra operatori sanitari mentre fra le regioni più colpite troviamo ancora Lazio (1.333 casi), Lombardia (665) e Piemonte (603). L’età media dei pazienti è di 27 anni.

Secondo il Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite, il virus “uccide ogni anno circa 132mila bambini: 15 all’ora, ogni ora di ogni giorno dell’anno“. “Se la copertura vaccinale in Italia dovesse continuare a calare – prosegue Iacomini – c’è il rischio concreto di tornare a vedere nel nostro Paese scene che speravamo di avere scacciato per sempre: famiglie che piangono la scomparsa di un figlio per colpa di una malattia che si sarebbe potuta evitare con un semplice vaccino gratuito. Il morbillo, ricordiamolo, non è un banale raffreddore. Non esiste una medicina specifica per combatterlo, e nei bambini più piccoli e con difese immunitarie più fragili può avere complicanze letali”, sottolinea.

Sarebbe davvero tragico se dopo avere lottato senza tregua per ridurre drasticamente gli effetti del morbillo ovunque nel mondo, dovessimo constatare che per pregiudizio e ignoranza abbiamo lasciato entrare nuovamente questo virus nelle nostre case. Siamo a favore di qualunque misura che il ministero della Salute vorrà intraprendere per proteggere i bambini in Italia da questa rinnovata minaccia”, conclude Iacomini.

Tra il 2000 e il 2015 il vaccino del morbillo salvato la vita a 20,3 milioni di persone. Ma il problema non riguarda certo solo questa malattia. Dei 10,7 milioni di neonati che nascono ogni anno nel continente, circa 650.000 non ricevono la serie completa delle tre dosi di vaccino contro difterite, tetano e pertosse nel primo anno. “I benefici dei vaccini sono un fatto, non un’opinione” ribadiscono Ue e Oms sottolineando che i vaccini hanno salvato più vite di bambini rispetto a qualsiasi altro intervento medico”.

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