Riserve naturali dell’Amazzonia cedute ai mercanti globali dell’oro e rame

Ambientalisti  sul piede di guerra per il decreto del governo brasiliano che abolisce una delle maggiori riserve naturali dell’Amazzonia, autorizzando lo sfruttamento minerario di un territorio considerato ricco di giacimenti di oro e rame. Il provvedimento colpisce la Reserva Nacional de Cobre e Associados (Renca), area di 46mila km quadrati – più grande della Danimarca – fra gli Stati settentrionali brasiliani di Amapa e Para.

“L’obiettivo della misura è di attrarre nuovi investimenti, generare ricchezza per il Paese, lavoro e reddito per la gente, sempre basandosi sui principi di sostenibilità”, afferma il ministero brasiliano per le Miniere e l’Energia. governo assicura che nove aree naturali e indigene continueranno ad essere legalmente protette. Ma ciò non ha convinto gli ambientalisti in Brasile dove il decreto, promulgato dal presidente Michel Temer, ha suscitato numerose proteste. “E’ il maggio attacco all’Amazzonia degli ultimi 50 anni”, ha detto il senatore dell’opposizione Randolfe Rodriguez al quotidiano ‘O Globo’ mentre Greenpeace parla di una “catastrofe”.

“Nonostante in Amazzonia la deforestazione sia aumentata del 75% tra il 2012 e il 2015, il governo brasiliano starebbe pensando di ridurre la protezione di alcune aree intatte della foresta”.

“Ridurre queste aree protette in un momento in cui la deforestazione è tornata a salire vuol dire proporre l’opposto di quanto serve ora al Brasile per contrastare la distruzione delle foreste. Ora più che mai, è importante fare pressione sul governo per fermare questa proposta e tornare a ridurre la deforestazione”. Lo stato di Amazonas ospita la più grande area continua di Foresta Amazzonica e ancora molte aree di foresta intatta. Se queste dovessero essere distrutte, spiega Greenpeace, molti benefici ambientali per il Pianeta andrebbero perduti. Nel solo 2016 la deforestazione nello Stato di Amazonas è cresciuta del 54% rispetto all’anno precedente.

Il provvedimento – aveva già avvertito a luglio Mauricio Voivodic, responsabile locale del WWf citato dalla ‘Bbc’ – porterà “ad una esplosione demografica, deforestazione, distruzione di risorse idriche, perdita di biodiversità e conflitti per la terra”.

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