Tacchi alti al lavoro: salute a rischio, problemi cronici a lungo termine

I tacchi alti costringono chi li indossa a modificare l’allineamento naturale del  corpo, causando stress e tensione in piedi, gambe, ginocchia e schiena. I tacchi cambiano baricentro del corpo, spingendo il bacino in avanti, tendendo i muscoli lombari e aumentando la curvatura della colonna vertebrale e questo è uno dei motivi principali per cui l’artrosi del ginocchio è due volte più comune nelle donne. Il frequente uso di tacchi sopra due centimetri può causare problemi cronici a lungo termine.

I ricercatori dell’università di Aberdeen (GB) hanno scoperto, cosi’, che tutti  i tipi di calzature accentuano la normale pressione sul ginocchio – i tacchi larghi del 26%, gli altri del 22% – e aumentano la probabilita’ di sviluppare osteoporosi. Inoltre, il fatto che i tacchi larghi siano piu’ comodi di quelli a spillo puo’ indurre le donne ad indossarli piu’ spesso e piu’ a lungo. L’aggravante dei tacchi a spillo e’, invece, il maggior rischio di cadute e conseguenti fratture. Per questo Casey Karrigan dell’Harvard Medical School raccomanda alle signore ”di scegliere scarpe con i tacchi bassi o, preferibilmente, senza tacco”.

Per i ricercatori britannici, in particolare, bisognerebbe tutelare le donne sul posto di lavoro. In realtà, non sono i primi a puntare i riflettori sul problema. Lo scorso aprile il governo ha respinto l’invito a introdurre una legge che impedisce alle aziende di imporre alle donne di salire sui trampoli. La questione è stata discussa dopo la creazione di una petizione da parte di una donna mandata a casa perché indossava scarpe basse. “Dalla nostra rassegna è chiaro che, nonostante l’enorme quantità di prove che dimostrano che i tacchi sono un male per la salute degli individui, ci sono complessi motivi sociali e culturali che rendono il tacco alto attraente”, spiega Max Barnish, autore dello studio.

Infatti, molte altre ricerche mostrano un llegame fra i tacchi alti e il rischio di alluce valgo, dolore e traumi, mentre non c’è una chiara evidenza dell’associazione fra i ‘trampoli’ e l’osteoartrite. Dunque secondo i ricercatori – riferisce la Bbc online – occorre analizzare più a fondo il problema, ma soprattutto fare di più per impedire alle donne di essere costrette ad indossare tacchi alti sul posto di lavoro. Insomma, ‘stiletto’ sì ma che sia una scelta libera e consapevole.

Sembra un tema curioso e marginale, ma in Gran Bretagna era stata persino avanzata la richiesta di introdurre una legge che impedisse alle aziende ‘imporre’ alle donne di indossare tacchi alti sul lavoro. Una richiesta, riferisce la Bbc online, respinta dal governo in aprile. I ricercatori hanno esaminato i danni fisici e i traumi legati a queste calzature, ma anche gli aspetti sociali e culturali emersi da numerosi studi. Gli studiosi hanno anche analizzato la differenza tra il Regno Unito – dove il governo si è impegnato ad aumentare la consapevolezza del fatto che le lavoratrici non dovrebbero essere costrette ad indossare tacchi alti, ma senza nuove leggi – e la provincia canadese della British Columbia, che ha modificato la legislazione e ora vieta ai datori di lavoro di chiedere al personale di indossare tacchi alti.

Non è un dettaglio, prova è che ogni volta che se ne parla si scatena un putiferio. La diatriba sul tacco non coinvolge solo attrici e cantati: il caso di un’impiegata inglese sospesa dal lavoro perché obbligata a indossare un tacco è rimbalzata sui media, come lo scatto delle calze insanguinate di una cameriera a fine turno. C’è un rovescio della medaglia: fanno male, malissimo.

Cosa fare, dunque? Max Barnish, che ha condotto la ricerca, la sintetizza così: “Dalla nostra revisione è chiaro che, nonostante l’enorme quantità di dati che dimostrano come i tacchi alti siano dannosi per la salute, esistono complessi motivi sociali e culturali che li rendono attraenti”.

“Certamente – aggiunge Heather Morgan, docente dell’Università di Aberdeen – noi non stiamo cercando di dire che si dovrebbero o non si dovrebbero indossare tacchi alti, ma speriamo che questo studio aiuti chi li indossa a tener conto dei rischi per la salute oltre che dei ‘benefici’ a livello sociale”. La ricercatrice però non si ferma qui: la sua speranza è che lo studio spinga i legislatori “a rafforzare la normativa in modo che nessuno sia costretto contro la sua volontà ad indossare i tacchi alti sul posto di lavoro”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie