Uova contaminate al fipronil, Nas sequestro record oltre 92000

Nelle verifiche nelle ultime ore dei carabinieri dei Nas di Viterbo e Ancona sono state sequestrate in totale 60 mila uova per consumo umano, 32.000 per alimentazione zootecnica, 3 capannoni per allevamento con 27 mila galline ovaiole e un centro di imballaggio uova. Il comandante, generale Adelmo Lusi, ha detto che a Viterbo il sequestro ha riguardato più 53.000 uova per alimentazione umana, più 32.000per alimentazione zootecnica e 15 mila galline; ad Ancona 6.000 uova (per alimentazione umana), e 12.000 galline.

Lo comunicano i carabinieri del Nas spiegando le attività di controllo, “attualmente in piena fase esecutiva sull’intero territorio nazionale, hanno evidenziato due ulteriori positività di uova contaminate per presenza della sostanza insetticida denominata fipronil rispetto a quelle già comunicate dal ministero della Salute”.

I due casi di positività al fipronil sono state rilevate in uova prodotte da due allevamenti ad Ancona e Viterbo. I carabinieri per la Tutela della Salute hanno sequestrato 6mila uova e 12mila galline ad Ancona, mentre a Viterbo 32mila uova destinate all’alimentazione zootecnica e 53mila destinate all’alimentazione umana.

Cinque o sei persone sono state denunciate ad oggi in Italia nell’ambito dei controlli, per 7 casi di contaminazione rilevati, ha riferito a Roma il comandante dei Nas Adelmo Lusi, che in conferenza stampa ha fatto il punto sulle verifiche in corso.

Il Nucleo dei carabinieri della Salute, anche congiuntamente alle Asl, ha effettuato 253 ispezioni in allevamenti, centri di distribuzione e lavorazione delle uova, industrie e laboratori di prodotti dolciari, salse e paste all’uovo, sequestrando cautelativamente oltre 91mila chili di uova e ovoprodotti, di cui 106 kg con implicazione penale. Al momento si attendono le risposte per 107 campioni inviati agli Istituti zooprofilattici di Teramo e Roma.

“Le uova italiane sono sicure, ci si può fidare” ha detto poi il comandante dei Nas. “Le uova italiane sono sane: vengono controllate inizialmente dallo stesso produttore e successivamente dalle aziende che acquistano queste uova prima dell’immissione in commercio”, ha assicurato, sostenendo che “si può stare tranquilli quando si acquistano uova su cui sono impressi i dati di nazionalità, data di deposizione e addirittura dell’allevamento da cui l’uovo proviene. Direi che ci possiamo fidare”.

Inoltre, “per quanto riguarda l’attuale contaminazione da fipronil – ha precisato il generale – le percentuali rilevate fino ad oggi sono bassissime e il fatto stesso che siano state rilevate va al merito della eccellenza degli Istituti che eseguono questi controlli”.

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