Virus West Nile, muore dopo puntura di zanzara, ecco come si sviluppa

E’ morto all’ospedale ferrarese di Cona, vittima della West Nile, un uomo di 78 anni residente a Pieve di Cento (Bologna) che vi era giunto l’11 agosto già in condizioni critiche. Il decesso – riferisce la Nuova Ferrara – è sopraggiunto per improvvise complicazioni. L’anziano aveva cominciato ad avvertire i primi sintomi a inizio agosto: oltre ad una serie di sintomi aspecifici aveva manifestato anche febbre alta e stato confusionale, ed era stato ricoverato all’ospedale di Cento (Ferrara).

Il quadro clinico aveva da subito portato a sospettare una meningoencefalite di tipo virale. Quindi il trasferimento a Cona e la diagnosi finale di contagio da West Nile, virus trasmesso dalla zanzara culex. A peggiorare il quadro clinico anche patologie pregresse di tipo metabolico e cardiaco. E’ il secondo decesso nel Centopievese per West Nile in un anno: il 6 settembre 2016 era deceduto un 76enne residente a Cento.

La febbre del Nilo che non è trasmissibile da uomo a uomo ha un’incubazione che varia dai 3 ai 15 giorni dalla puntura della zanzara infetta. La malattia può non venire riconosciuta, nei casi meno gravi, e vissuta dal paziente come un’influenza che dura circa una settimana, ma se non curata in alcuni soggetti può portare a encefalite, coma e morte. La zanzara che può trasmettere la febbre del Nilo è quella comune (Culex pipiens), largamente diffusa nel territorio, che ha l’abitudine di pungere di notte. Al momento non esiste un vaccino per l’uomo e l’unica prevenzione è l’esporsi il meno possibile alle punture di zanzare.

Il virus sviluppa disturbi gravi solo nello 0,4% delle persone colpite. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) riporta il rapporto settimanale sulla febbre del Nilo occidentale che comprende la mappa della attuale distribuzione geografica dei casi umani autoctoni segnalati nell’UE e nei paesi vicini: un aggiornamento della situazione e una tabella che presenta i casi nei paesi e le zone colpite. Tutte le informazioni sono fornite al fine di informare le autorità competenti responsabili per la sicurezza della salute nelle zone con in corso di trasmissione del virus del Nilo occidentale agli esseri umani al fine di sostenere l’attuazione delle normative vigenti. In particolare, secondo la legislazione sulla sicurezza sangue dell’UE, gli Stati membri devono avviare tutte le misure di controllo per garantire la sicurezza del sangue nel caso di contagi del virus in questione. Una sfida importante per l’attuazione del suddetto regolamento è la raccolta tempestiva di informazioni accurate sulle zone colpite.

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