A 50 anni un uomo su 10 ha un cuore che ne dimostra 60 di anni

A 50 anni un uomo su 10 ha un cuore che ne dimostra 60 di anni, con un maggior rischio di andare incontro ad attacchi di cuore e ictus fatali. L’allarme arriva dal Public Health England, che ha lanciato nel 2015 un’iniziativa su larga scala (Heart Age Test) per aiutare le persone a scoprire se fossero a rischio di infarto e di ictus. Una nuova analisi dei risultati ottenuti su 1,2 milioni di cittadini inglesi di mezza età ha dimostrato infatti che un individuo su 10, a 50 anni, ha il cuore di un uomo di 60, cosa che lo espone al rischio di morire un decennio in anticipo. Il problema risulta peggiore per gli uomini rispetto alle donne: fra coloro che si trovano ad avere cuori di 10 anni più ‘anziani’, solo il 36% è donna; la maggioranza, il 64%, è composta da uomini.

La rilevazione è stata fatta su 1.2 milioni di persone, di cui 33.000 uomini di 50 anni. Grazie ai dati raccolti, lo studio ha calcolato che ogni mese 7.400 persone muoiono di infarto o ictus e circa l’80% di questi eventi, nelle persone sotto i 75 anni, potrebbero essere prevenuti. Circa la metà delle persone che hanno risposto all’indagine ha detto di non conoscere la propria pressione. L’ipertensione spesso non produce sintomi e solo in Inghilterra 5,6 milioni di persone hanno la pressione alta senza saperlo.

“Un dato molto preoccupante. Queste condizioni silenti possono portare ad attacchi cardiaci letali o ictus, se non trattati prima”, commenta Mike Knapton, della British Heart Foundation. Con semplici cambiamenti, come una maggiore attività fisica o mettendo al bando il fumo, si può ridurre il rischio cardiovascolare. E’ inoltre importante, ricorda l’agenzia, tenere sotto controllo la propria pressione, se si vuole vivere a lungo.

Jamie Waterall, responsabile della prevenzione delle malattie cardiovascolari del Public Health England, afferma: “Dovremmo tutti mirare a far sì che l’età del nostro cuore sia la stessa della nostra età reale”, affrontando e combattendo i fattori di rischio. Mentre “è estremamente preoccupante – fa notare sul ‘Telegraph’ Mike Knapton, direttore medico della British Heart Foundation, commentando quanto emerso dallo studio – che tante persone non conoscano i valori della loro pressione sanguigna o il livello del loro colesterolo, in quanto si tratta di elementi che possono portare a un attacco cardiaco o a un ictus, se non trattati”.

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