Allarme allergie ai cibi, in Usa + 377% in 8 anni

Allarme allergie ai cibi in aumento, qualcosa sta cambiando nella maniera in cui il cibo reagisce con il nostro corpo? In America, le allergie alimentari sono triplicate negli ultimi decenni. E’ quanto emerge dal ‘FAIR Health Report”(organizzazione che controlla la trasparenza del costo e della qualità nella sanità): dal 2009 ad oggi i casi di shock anafilattici in adulti causati da alimenti si sono impennati del 377%. Ed in forte aumento sono gli episodi allergici gravi improvvisi:che hanno colpito cioè persone senza alcuna precedente allergia ai cibi in questione.

Il rapporto cita casi di persone sotto shock anafilattico per aver mangiato crostacei che in precedenza non gli avevano causato alcun problema. Nel dettaglio, il rapporto specifica che tra i casi registrati di shock anafilattici occorsi negli ultimi dieci, il 26% è dipeso dal consumo di noccioline, il 18% dal consumo di altri semi o nocciole varie, il 6% da reazioni a crostacei. Ma il più alto numero di shock – il 33% – è stato causato da cibi di incerta origine. Ossia l’alimento scatenante non è stato identificato. Proprio questa categoria di allergie alimentari ‘misteriose’ è cresciuta del 71% dal 2009. Secondo Johnatan Hemler, immunologo alla Vanderbilt university, ”cio’ che fa più paura è non capire le cause dele fenomeno’. Tra le teorie avanzate figurano un insieme di cause: carenza di vitamina D, ingestione di troppi cibi raffinati, alterazioni nei batteri intestinali provocate dalla dieta occidentale.

Allergie: in aumento anche in Italia

“Le minacce nel piatto non si limitano ai cibi che più spesso provocano allergie alimentari come le nocciole, la frutta o la verdura, il pesce: ne esistono di più nascoste ma non per questo meno insidiose – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAC – Sempre più spesso, in adulti e bambini disturbi dalle cause incerte trovano le loro origini negli additivi: intolleranze alimentari, dermatiti e molte allergie sono dovute proprio a un accumulo di additivi nell’organismo. Sono oltre 3000 le sostanze che vengono aggiunte ai cibi per migliorarne la conservazione, per modificarne il sapore o il colore, per aromatizzarli o come antibatterici: dai coloranti come la tartrazina (colorante giallo) e la cocciniglia (colorante rosso), agli antiossidanti, dagli emulsionanti e stabilizzanti come le gomme naturali e la lecitina ai conservanti come benzoati, nitrati e sulfiti, fino alla lunga lista degli aromi, i composti potenzialmente allergizzanti sono moltissimi. Il meccanismo attraverso cui gli additivi inducono la reazione non è del tutto noto, ma sappiamo ad esempio che possono interferire con il sistema immunitario sensibilizzando direttamente attraverso la produzione di anticorpi o modulandone l’attività in senso allergico, ovvero favorendo la sintesi di molecole che facilitano l’insorgenza di allergie.

Incremento delle allergie negli ultimi decenni

Questo secondo effetto dell’uso di additivi potrebbe essere una delle cause dell’incremento delle allergie osservato negli ultimi decenni. Purtroppo diagnosticare allergie e intolleranze da additivi è complesso e solo pochi centri sono attrezzati per farlo attraverso test di provocazione allergica in cieco. Il metodo migliore per evitare molti degli additivi è consumare prevalentemente cibi freschi e se possibile di coltivazione biologica: ogni tipo di cereali, pane a lievitazione naturale, frutta, verdura e latte freschi, yogurt naturale, parmigiano, succhi di frutta puri al 100%” avverte Canonica. Fra le allergie alimentari “nascoste” di cui si parla molto poco, inoltre, c’è anche l’allergia sistemica al nichel: secondo alcune stime riguarda fino al 40% dei pazienti con una dermatite da contatto dovuta al metallo, un esercito che conta il 20% della popolazione generale.

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