Aviaria, Hong Kong blocca l’importazione di pollame e uova dalla provincia di Padova

Aviaria, l’Autorità sulla sicurezza alimentare di Hong Kong (Cfs) ha annunciato il blocco dell’importazione di pollame e uova dalla provincia di Padova, dopo la notifica della World Organization for Animal Health.

Secondo quanto affermato dal portavoce dell’authority sanitaria di Hong Kong, nei primi sei mesi del 2017 la regione ha importato dall’Italia circa mille tonnellate di pollo congelato e diecimila uova. Le autorità di Hong Kong hanno affermato che seguiranno con attenzione l’evolversi dell’epidemia e, a questo proposito, hanno già contattato gli enti italiani di competenza. “Azioni appropriate saranno adottate in risposta agli sviluppi della situazione”, ha specificato il portavoce.

Nel corso del 2017 la Regione Veneto è stata interessata da 16 focolai e 18 abbattimenti preventivi, che hanno comportato l’eliminazione di oltre 254 mila capi (per l’85% tacchini) in particolar modo nella Bassa Veronese (che produce il 70% della carne di tacchino e il 50% della carne di pollo), nella Bassa Padovana, nel Polesine, e nel Veneziano. Per i danni diretti (indennizzo degli animali e spese operative/connesse) sono stati sinora corrisposti 2.638.145,11 euro; ulteriori indennizzi per un milione e 300 mila euro, sono in arrivo.

Perchè l’influenza aviaria preoccupa?

Quello che preoccupa maggiormente gli esperti è che nuovi sottotipi virali diventino in grado di trasmettersi all’uomo e, soprattutto, di trasmettersi da persona a persona. Nel caso del virus H5N1, a Hong Kong, nel 1997, diverse persone furono contagiate direttamente da volatili. In tre giorni, un milione e mezzo di polli furono macellati per prevenire ulteriori casi. Poi di nuovo nel 2003 e 2004, lo stesso virus si è diffuso dagli allevamenti in Asia a quelli in Europa, richiedendo la macellazione di milioni di animali e provocando anche alcune centinaia di casi nelle persone. Nel 2013, un nuovo sottotipo, l’H7N9 è stato identificato in Cina, e da allora ci sono stati alcune centinaia di casi negli esseri umani. In entrambi questi casi si pensa che la trasmissione sia sempre stata direttamente dagli animali malati all’uomo, e non da una persona infetta all’altra.

 Potrebbe verificarsi una pandemia?

Dovrebbero convergere alcuni fattori chiave: l’emergenza di un virus in grado di trasmettersi da persona a persona, e una scarsa immunità della popolazione contro il virus. In un mondo globalizzato di commerci, un’epidemia locale ha le potenzialità per trasformarsi rapidamente in pandemia. I virus con il più alto potenziale pandemico rimangono l’H5N1 e l’H7N9 perché continuano a circolare tra i polli, la maggior parte delle persone non è immune, e possono provocare una forma grave di malattia nelle persone. In certe condizioni, anche altri sottotipi di virus potrebbero scatenare una pandemia, ma il rischio è ritenuto più basso.

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