Bimba trentina di 4 anni muore di malaria allʼospedale di Brescia

Una bambina di 4 anni di Trento è morta per malaria all’ospedale civile di Brescia, dove era stata trasportata in elicottero da Trento, già in gravi condizioni. Secondo il Giornale di Brescia, i medici le avevano già diagnosticato la malaria, contratta forse – ma è solo un’ipotesi – durante le vacanze, sulla riviera veneta. La magistratura ha aperto un’inchiesta per accertare come possa essersi sviluppata una malattia che in Italia si è estinta da decenni e che in Trentino non ha mai dato particolari problemi, visto che la bambina in questi mesi non è stata all’estero.

La causa dell’infezione potrebbe essere ricercata nella puntura di una zanzara. L’insetto che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia. Sulla vicenda ha aperto un’indagine anche la magistratura bresciana. Nel reparto di pediatria del santa Chiara ci sarà una disinfestazione come misura di profilassi anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi.

In mancanza di ulteriori spiegazioni, l’attenzione è puntata anche su un ricovero che la bambina ha avuto nel reparto di pediatria delll’ospedale Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto, negli stessi giorni in cui erano ricoverati due ragazzini che avevano contratto la malaria in Africa, ma al momento non c’è ancora un nesso certo, ricorda Repubblica. Una morte di malaria in Italia nel 2017 ha lasciato increduli i medici. “È la prima volta in trent’anni di carriera che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino”, ha dichiarato al Corriere della Sera Claudio Paternoster, il primario di malattie infettive all’ospedale Santa Chiara di Trento.

La malaria in Italia. Altri casi di malaria autoctona sono stati attribuiti a trasfusioni con sangue infetto (un caso nel 2005) e trapianto d’organo (due casi nel 2004). Ulteriori casi sembrano aver avuto origine da vettori trasportati negli aerei o nei bagagli dei passeggeri. La sorveglianza epidemiologica si è comunque rivelata efficace, e la media di decessi (16 su 3354 casi, l’85% dei quali dovuti a P. falciparum) è più bassa della media europea. Rimane tuttavia il problema di un’informazione capillare capace di raggiungere anche le porzioni della popolazione più a rischio, ovverosia gli immigrati, che rappresentano la vasta maggioranza dei casi, e che tendono a sottovalutare la profilassi antimalarica quando tornano per brevi periodi nei paesi d’origine.

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