Dormire 8 ore allontana i problemi di salute

Quanto dormire ogni notte? Gli esperti sono d’accordo nell’affermare che bisogna dormire almeno 8 ore ogni notte, ore di riposo indispensabili al nostro organismo. Perché bisogna dormire almeno otto ore? Secondo uno studio condotto dai ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine e della Western Psychiatric Institute and Clinic, bisogna riposare almeno otto ore a notte perché solo così appena svegli si riesce ad essere reattivi ed energici per affrontare al meglio una nuova giornata. E non solo: dormendo a sufficienza si allontana la possibilità di ammalarsi ai reni e ai polmoni e si scongiura il rischio di ictus e di attacco cardiaco.

Inoltre, dormire almeno 8 ore ci allontana dal rischio di ingrassare: la mancanza di sonno, infatti, rallenterebbe il metabolismo abbassando il livello di leptina nel sangue – l’ormone che fa aumentare l’appetito – e, al contrario, aumenta la grelina, l’ormone deputato a trasmettere il senso di sazietà al nostro organismo.

Il rapporto tra sonno e veglia, la funzione specifica del sonno e le sue profonde origini non sono ancora oggi ben chiare ed infatti sono materia di studi approfonditi soprattutto in relazione ai benefici che il sonno apporta al nostro organismo. Quello che ormai è assodato è che ogni essere umano ha al proprio interno una sorta di orologio biologico che influenza alcuni processi fisiologici e che condiziona le ore di veglia e quelle di sonno. Il funzionamento di questo orologio corrisponde al ciclo circadiano (dal latino circa diem = circa un giorno), il quale regola attraverso l’azione di messaggeri chimici e nervosi i processi organici che avvengono ogni giorno nel nostro corpo.

Un regolare ciclo di sonno e veglia fa si che il nostro orologio biologico influisca positivamente sulla produzione ormonale ottenendo una sufficiente condizione di vigilanza diurna e un soddisfacente riposo notturno. Durante il sonno il livello basso di adrenalina e di corticosteroidi, che sono gli ormoni associati alla condizione di veglia, danno la possibilità all’organismo di sfruttare i più elevati livelli di ormone della crescita, prodotto dall’ipofisi nelle ore notturne. Dormendo diminuisce lentamente la temperatura corporea fino a raggiungere circa un grado meno del valore serale. Quando la temperatura si abbassa e raggiunge il livello minimo, e questo coincide con bassi valori di adrenalina, noi ci sentiamo stanchi. Verso il finire della notte, con le prime luci dell’alba, è più difficoltoso dormire o rimanere addormentati, perché verso le 5 del mattino i livelli ormonali incominciano a crescere ed aumenta anche la temperatura corporea. Il ciclo di sonno e di veglia è regolato da un altro ormone, la melatonina, prodotto dall’epifisi, piccola ghiandola situata nel cervello. La luce, penetrando nell’occhio attraverso i nervi, manda un messaggio all’epifisi che, in base alla quantità di luce in arrivo, blocca o stimola la produzione di melatonina. Il buio determina la produzione di questo ormone che dà il segnale all’organismo il quale rallenta lentamente le sue attività e si prepara al sonno.

Quanto bisogna dormire – Il sonno è caratterizzato da un abbassamento del livello di coscienza e dalla riduzione della funzionalità biologica ed è indispensabile alla sopravvivenza dell’organismo e all’equilibrio psichico dell’uomo e degli animali superiori. Dire che il fabbisogno del sonno diminuisce con l’età è corretto se ci si limita al dato quantitativo. Al neonato occorrono diciotto ore, contro le cinque o sette dell’anziano. Dopo i 25 anni inizia il deterioramento della qualità del sonno, la cui durata rimane costante fino ai 35 anni, ma la cui fase profonda comincia a diminuire dall’iniziale 20% della durata totale. A 35 anni l’uomo passa meno del 5% della durata del sonno notturno nella fase profonda, probabilmente a causa di una riduzione della secrezione di ormone della crescita. Dopo i 50 anni la durata del riposo notturno diminuisce di 27 minuti ca. ogni dieci anni. In realtà il sonno dell’anziano è diverso da quello del giovane, ma molte ricerche hanno evidenziato che negli individui in buona salute, con molti interessi e soddisfatti della loro qualità della vita, la qualità del sonno non si modifica con l’età. È fondamentale conservare il ritmo veglia-sonno più costante possibile.

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