I pediatri avvertono: no alle diete vegane e vegetariane

I pediatri avvertono: no alle diete vegetariane perché “carenti di alcuni nutrimenti importantissimi come la vitamina B12, il DHA e il ferro”. Così la dr.ssa Margherita Caroli, pediatra e dottore di ricerca in nutrizione dell’età evolutiva coordinatrice del gruppo di lavoro linee guida Sipps, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale al microfono di Nicoletta Carbone.

Il documento, presentato a Mestre nel corso del congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps), il primo di questo tipo nel nostro Paese, è il frutto di un anno di lavoro: oltre 120 gli studi internazionali passati in rassegna col coordinamento di Margherita Caroli, tra i massimi esperti di nutrizione pediatrica in Europa.

Il dossier, evidenzia che “le diete latto-ovo-vegetariane e vegane sono inadeguate al corretto sviluppo del bambino: in chiave neurologica, psicologica e motoria”. Le responsabilità sono da riconoscere al molto più che probabile deficit di alcuni micronutrienti: il ferro, lo zinco, la vitamina B12 e l’acido docosaesanoico su tutti. “La maturazione cerebrale del bambino avviene in larga parte nei primi due anni di vita – prosegue Miniello -. Più le diete sono stringenti in questo periodo, maggiori sono le carenze e i rischi a cui si espongono i figli”. Ecco perché, almeno fino al raggiungimento del quinto anno di età, la scelta non dovrebbe mai essere caldeggiata dagli specialisti: soprattutto perché mancano evidenze a sostegno di un effetto preventivo e terapeutico tanto rispetto alle malattie trasmissibili quanto a quelle croniche, nel confronto realizzato con le diete onnivore bilanciate. Come devono comportarsi allora pediatri e nutrizionisti di fronte ai genitori che non vogliono che sulla tavola dei propri figli finiscano alimenti di origine animale? “Occorre far capire loro che l’integrazione della dieta è imprescindibile, così come la necessità di monitorare in maniera molto più frequente i loro figli”.

La scelta ideale, fin dai primi mesi di vita, rimane quella mediterranea: basata sul consumo prevalente di alimenti vegetali e sull’uso limitato di prodotti animali. È così, secondo i pediatri, che si contribuisce ad assicurare salute ai bambini di oggi, ma pure agli adulti di domani. Un’affermazione che nella rassegna risulta consolidata anche dalla maggiore incidenza di disturbi del comportamento alimentare – anoressia, bulimia, binge eating disorder – riscontrati tra gli adolescenti contrari al consumo di carne, pesce e loro derivati. Altri punti del documento riguardano le donne che scelgono un regime “veg” in gravidanza e durante l’allattamento. Quanto alle prime, “non ci sono studi che dimostrino una maggiore incidenza di parti prematuri o di aborti, ma è comunque necessario un monitoraggio costante per evitare carenze nutrizionali”. Punto due: “Una mamma vegetariana o vegana dovrebbe allattare al seno almeno fino ai due anni»: cominciando comunque il divezzamento dal sesto mese”.

Condividi questo articolo: 




AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie