Influenza 2017-2018, costringerà a letto 5 milioni di italiani

Nell’autunno-inverno che ci attende saranno dai 12 ai 15 milioni gli italiani costretti a letto dai virus influenzali: da 4 a 5 milioni i casi di influenza vera e propria, 8-10 milioni le sindromi provocate da altri virus respiratori, i cosiddetti virus parainfluenzali. La previsione è di Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università di Milano. Secondo Pregliasco “molto dipenderà dal meteo: se l’inverno dovesse essere lungo e freddo sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati. Se al contrario dovesse essere più mite, saranno invece i virus parainfluenzali a esserne avvantaggiati».

La stagione influenzale 2016-2017 è stata caratterizzata da una incidenza cumulativa di media entità (93 casi per 1.000 assistiti). Sono stati segnalati 162 casi gravi e 68 decessi da influenza confermata da 11 regioni e province autonome. L’impatto di questa stagione, in termini di numero di casi gravi e di decessi da influenza confermata, è stato di media entità e pertanto rispetto alla precedente stagione sono stati segnalati più casi gravi e decessi.

Sulla base delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Comitato per i Medicinali per Uso umano dell’Agenzia europea dei farmaci, è stata inserita una variante nuova del virus AH1N1, detta Michigan. Per il resto il vaccino anti-influenzale avrà la stessa composizione di quello del 2016-2017, con i ceppi H3N2 e B. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi di Milano, “quella che ci aspetta dovrebbe essere una stagione influenzale di media intensità, con non meno di 5 milioni di casi.

“Ogni anno nei laboratori di tutto il mondo vengono formulate diverse combinazioni dei ceppi vaccinali previsti per la stagione successiva per cercare di arginare la diffusione dell’epidemia – spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – La campagna vaccinale è importante perché nella popolazione anziana, anche laddove la formulazione non è perfetta, è in grado di attenuare la virulenza e di favorire un decorso clinico migliore prevenendo comunque almeno il quaranta percento della mortalità. I dati europei – continua il Presidente – ci dicono anche che nei paesi dove la copertura vaccinale è maggiore e le raccomandazioni sono estese anche ad altri gruppi di popolazione l’eccesso osservato è stato di gran lunga inferiore”.

Ecco la nuova composizione vaccinale 2017/2018:

  • A/Michigan/45/2015 (H1N1) – nuova variante
  • A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) – presente anche nel vaccino 2016/2017
  • B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) – presente anche nel vaccino 2016/2017.

L’OMS raccomanda inoltre, nel caso dei vaccini quadrivalenti, l’inserimento del virus B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata), in aggiunta ai tre precedenti. Il nuovo vaccino conterrà, dunque, una nuova variante antigenica (A/Michigan/45/2015) di sottotipo A(H1N1), che sostituirà il ceppo A/California/7/2009.

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